"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Purple Storm

Purple StormDopo il successo del deludente Gen-X Cops, Jackie Chan con il supporto della Media Asia torna a produrre un film d'azione con ambizioni da blockbuster. A dirigere viene chiamato quel Teddy Chan che due anni prima si era fatto notare con Downtown Torpedoes, biglietto d'ingresso nel mondo dell'action ad alto budget - tanto che lo stesso Chan lo vorrà per il suo più recente The Accidental Spy (2001). I tentativi per rendere la pellicola un successo sono d'altra parte ben evidenti, denotando un certo sforzo nella pianificazione e una buona dose d'impegno per sollevare il film qualche gradino sopra la media. Stranamente viene scelto un tema difficile e poco affrontato, quasi sottaciuto, come la Cambogia di Pol Pot, ma solo come spunto per una trama che spinge da un lato verso esplosioni, inseguimenti e sparatorie mentre dall'altro si sofferma sui dubbi esistenziali del protagonista. Daniel Wu - giovane modello di origini americane che cerca il successo come attore fin da City of Glass - è infatti Todd, un terrorista degli Khmer Rouge che durante un'azione nel porto di Hong Kong viene ferito e catturato dalla polizia. Ben presto sarà chiaro che il trauma gli ha causato un'amnesia e Ma Li, poliziotto senza scrupoli, non esita a fargli credere di essere un agente infiltrato pur di avere l'opportunità di catturare il loro leader, Soong. Con il ritorno di Todd tra i terroristi ha inizio anche la sua crisi, dato che la memoria torna lentamente a riaffiorare. Dovrà allora compiere una scelta tra la fedeltà alla sua vecchia famiglia e la speranza di una nuova vita lontano dalla violenza. Il sotteso politico è dunque solo un pretesto e i riferimenti ai drammatici eventi cambogiani il labile punto di partenza per una guerra di personalità tra il cattivo (Soong) e il buono (Ma Li), nella migliore tradizione hollywoodiana. Certo, la caratterizzazione sfrutta le zone d'ombra dei due personaggi. Da un lato i metodi del poliziotto sono aberranti, dato che non esita a ricorrere a una sorta di lavaggio del cervello pur di raggiungere i suoi scopi. Dall'altro il terrorista non è una semplice macchina da morte, ma presenta una qualche sfumatura umana. Peccato che i toni grigi vengano subito dissipati da scelte discutibili e macchiettistiche. La drammatica scelta della riprogrammazione mentale viene lasciata cadere fino a scomparire, risultando quasi giusta o perlomeno naturale, mentre ogni tentativo di umanizzare Soong si perde nei soliti cliché da villain malvagio e spietato (si veda la scena della sua commozione di fronte a un televisore che rinarra gli avvenimenti cambogiani, con tanto di lacrima e saluto militare, oppure i soliti doppiogiochismi nel gran finale). Gli stereotipi prendono così il sopravvento, banalizzando il contenuto e cancellando la pur coraggiosa scelta di parlare di un argomento tanto scottante. La trama si stempera nella ripetizione pedissequa dei modelli occidentali e a risentirne è anche la resa emotiva.
Dal punto di vista tecnico ci sono alcune buone sequenze d'azione, ma se la scena iniziale sulla nave che sta attraccando lascia ben presagire, con montaggio sincopato e trovate coreografiche interessanti, ben presto si nota un certo appiattimento, con inquadrature di persone che sparano e primi piani delle pallottole che colpiscono o vengono schivate ripetute ad nauseam. Fotografia e montaggio si mantengono comunque su un livello piacevole, e la regia risulta in definitiva solida e funzionale, integrando senza colpo ferire qualche effetto speciale tutto sommato degno di nota (l'onda d'urto purpurea della bomba, ad esempio). E se i tre attori principali non brillano per espressività, a contrappunto ci sono le figure femminili. Josie Ho rimane certo impressa come terrorista taciturna e spietata, Joan Chen è credibile nel ruolo della dottoressa, e anche le brevi apparizione di Theresa Lee colpiscono nel segno.
Nulla di più, nulla di meno. Accontentandosi, un'ora e mezza di modesto e mediocre intrattenimento.

Hong Kong, 1999
Regia: Teddy Chan
Soggetto / Sceneggiatura: Jojo Hui, Yip Wai Chung, Aubrey Lam
Cast: Daniel Wu, Kam Kwok-leung, Emil Chow, Josie Ho, Joan Chen

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