Red Dust

Scritto da Emanuele Sacchi. Postato in FILM

Red Dust Dopo un'adolescenza tragica, vissuta in una stanza, segregata dal padre, la scrittrice Shen Shao-hua trova l'amore in Chang Nang-tsai. Ma è il 1938 e i giapponesi controllano la Cina: Chang è un collaborazionista, ma per Shao-hua a contare è solo l'amore.

Qualunque possibile dejà vu con riferimento a Lussuria - Seduzione e tradimento di Ang Lee non appartiene al caso. L'origine è infatti la medesima: la vita di Eileen Chang, scrittrice controcorrente della Cina del XX secolo, a cui entrambi i film si ispirano liberamente. L'autrice ha spesso mescolato nelle sue opere vicende autobiografiche e finzione narrativa, raccontando di un'esistenza travagliata, segnata da eventi drammatici e dalle guerre, che l'hanno obbligata - come la Cina - a rimettere continuamente in gioco la propria identità. 

Il rapporto tra Chang e la Cina, tra l'amore e le privazioni dell'impegno civile o militare, è il contrasto su cui Yim Ho, il più defilato dei protagonisti della New Wave di Hong Kong, costruisce Red Dust. Un mélo popolato di ricordi, fantasmi e incubi, spesso indistinguibili tra loro, come un gioco di ombre cinesi che danzano attorno alla solitudine della protagonista. Il ruolo della scrittrice è interamente sulle spalle di Brigitte Lin, che regala una delle interpretazioni più intense della sua seconda parte di carriera, quella in cui il trasformismo (anche sessuale) di molteplici sfaccettature si è sostituito all'ingenuità seduttiva da rubacuori del suo periodo taiwanese di gioventù. La sua Shao-hua può essere gioiosa e malinconica, sexy e dimessa: un giunco mosso energicamente dal vento dell'amore e del cambiamento.

L'azione della Storia è soprattutto subita, nel suo ruolo costantemente predominante sulle ragioni del cuore. Inevitabile quindi il conflitto tra ragione e sentimento, tra Shao-hua e chi, come i comunisti, crede nel primato della politica e nell'inevitabile progresso della storia. Il ruolo di carnefice e vittima si scambia in continuazione, durante la guerra mondiale e poi in quella civile, senza che il punto di vista di Shao-hua cambi mai. E il ciclo di infelicità che si apre nella cameretta di gioventù, tra vetri rotti, piedi scalzi e vene recise, ritorna in maniera simmetrica con l'inquadratura della stanza della donna devastata dalle perquisizioni politiche.

Yim Ho guarda a Il dottor Zivago e chiude su allegorie esplicite, che aiutano a comprendere il titolo internazionale e il suo avvertimento contro la "minaccia rossa". D'altronde Red Dust esce nel 1990 e la paura per un imminente passaggio di Hong Kong alla Cina gioca un ruolo fondamentale nella visione di Ho

 

Hong Kong, 1990
Regia: Yim Ho.
Soggetto/Sceneggiatura: Yim Ho, San Kao.
Cast: Brigitte Lin Ching-hsia, Chin Han, Maggie Cheung, Richard Ng.

 

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