"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Rule #1

Rule #1Kelvin Tong, regista singaporese con alle spalle una distribuzione in DVD su suolo italiano con l’horror The Maid, si sposta a Hong Kong per lavorare su un film scritto a quattro mani col critico americano John Powers; cast hongkonghese e staff proveniente da entrambi i paesi.
La storia è quella di un giovane agente di polizia, il sergente Lee (Shawn Yu), il quale in seguito all’incontro ravvicinato con un crudele serial killer – in cui rischia di perdere la vita – si convince di aver assistito all’apparizione di un fanatasma.

Con cinque proiettili in corpo, Lee si salva ed esce dall’ospedale un paio di mesi dopo. Al rientro al lavoro, il suo superiore gli chiede di togliere dal rapporto ufficiale ogni menzione al fantasma, ma anche se sotto pressione Lee si rifiuta di mentire. Così, il giovane agente viene trasferito a una misteriosa sezione denominata Miscellaneous Affairs Department. Là il sergente Lee fa conoscenza con il suo nuovo superiore, l’Ispettore Wong (Ekin Cheng), che non manca di spiegargli e ripetergli che, nonostante il M.A.D. si occupi dei casi più strani, la «Regola numero uno» è: «I fantasmi non esistono». I casi che Lee e Wong cominciano a seguire insieme, però, sembrano portare a tutt’altra conclusione e, mentre gli incubi di Lee si fanno più frequenti, il giovane sergente sembra perdere i riferimenti che sino a quel momento gli avevano permesso di distinguere verità e menzogna.
Rule #1 è figlio di una storia che deve molto all’immaginario degli X-Files, al J-Horror, alle poetiche di M. Night Shyamalan e di Danny & Oxide Pang, e nel mezzo di tutto questo sa interpolare un suo discorso sul cinema dell’apparenza che colpisce fin dall’incipit del film. La storia somiglia all’apologo del cacciatore che, armato di fucile e della speranza di catturare un grosso orso nero o un bell’orso bianco, finisce sbranato da un ancora più temibile orso grigio. Nulla è mai come crediamo, soprattutto quando siamo davanti a uno schermo cinematografico. Kelvin Tong confeziona un thriller efficace, che viaggia sui clichè assodati del genere per quanto riguarda le musiche e gli effetti sonori. Ben girato e stupendamente fotografato da Venus Keung, già al lavoro su film come The Blade e Seven Swords, il film vive su alcune scene maestre, prima tra tutte l’arrivo alla piscina di Lee e il suo primo incontro con Wong, e sulle interpretazioni subdole e vibranti di Shawn Yu ed Ekin Cheng, premiati entrambi al Festival del Cinema Fantastico di Puchon.
Una pellicola che promette bene per il futuro del suo regista e dei suoi interpreti.

Hong Kong, Singapore, 2008
Regia: Kelvin Tong
Soggetto: John Powers
Sceneggiatura: Kelvin Tong
Cast: Shawn Yu, Ekin Cheng, Stephanie Che, Fiona Xie, Renee Lee

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