"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Set Up

Set UpChi ricorda Billy Chung come regista di Cat. III malsani e violenti - Love to Kill su tutti - si dovrà ricredere: l'artefice di Set Up non è purtroppo un omonimo, ma la stessa persona; e la delusione è cocente. Storia ricca di rimandi: operata agli occhi e momentaneamente cieca, una scrittrice rimasta sola in casa deve vedersela con una banda di balordi che di nascosto si è rifugiata nella villa.

Il film è un thriller insipido, sotto tanti punti di vista fondamentali - sceneggiatura, valori produttivi e recitazione, solo a voler citare i primi tre di un lungo elenco - indifendibile, privo di mordente e, cosa ancor più grave, di qualsiasi cattiveria. I tempi in cui i brividi cantonesi mordevano alle caviglie con la propria insita e implicita scorrettezza politica paiono davvero lontani, o ancor peggio (s)perduti nei reconditi meandri della memoria, di una sorta di infanzia felice in cui tutto andava meglio, anche quelle «piccole cose di pessimo gusto».
Rimane il rimpianto di qualcosa che poteva essere meglio, anche di poco, di quel che effettivamente appare. L'inconsistenza prende il via da un'icona (inter)nazionale sprecata alla bell'e meglio: Christy Chung, ex reginetta di bellezza, ex sex symbol univocamente riconosciuto, ex bonazza che oggi, causa evidente avanzamento dell'età e avvicinamento alla pensione per le starlette che hanno perso per strada il proprio talento, non è più la screaming queen che fu ma un ninnolo addirittura poco piacevole da vedere, i cui decolleté e vezzi smaniosi hanno perso grazia e sensualità. Al pari di Roy Cheung, espressivo coma una bistecca di manzo, o di Tony Ho, che un tempo i fan di Fruit Chan salutavano come volto nuovo potenzialmente interessante, è la principale cifra stilistica di un fallimento.

Hong Kong, 2005
Regia: Billy Chung
Soggetto / Sceneggiatura: Wong Jing
Cast: Christy Chung, Michael Tse, Roy Cheung, Tony Ho, Winnie Leung

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