Shaolin

Scritto da Maurizio Encari. Postato in FILM

ShaolinDopo il divertente exploit supereroistico di City Under Siege, il prolifico regista Benny Chan si concede ad una dimensione più epica dirigendo Shaolin, annunciato erroneamente come una sorta di remake di The Shaolin Temple, film d'esordio di Jet Li, ma con cui a conti fatti ha poco o nulla con cui spartire. Per farlo ha assoldato un cast di alto livello che risultasse famigliare anche ad un ampia gamma di pubblico, non solamente orientale, con i nomi di Andy Lau e di Jackie Chan a spiccare sugli altri. La trama è ambientata nella Cina dei signori della guerra, che lottano per spartirsi il potere. Il generale Hou (Lau), uomo spietato e implacabile, ha quasi conquistato la città di Deng Feng. Temendo che il comandante Song attenti alla sua vita per ottenerne il completo controllo, sceglie di agire per primo e sbarazzarsi dell'uomo. Ma Hou viene tradito da Cao (Nicholas Tse), suo uomo di fiducia, che decide di eliminarli entrambi per divenire il nuovo signore della guerra. In seguito ad un aspro combattimento, Hou riesce a fuggire ma la sua figlioletta muore in seguito ad una grave ferita. Distrutto nel corpo e nello spirito, l'ormai ex generale sceglie di nascondersi all'interno di un tempio shaolin, protetto da coraggiosi monaci guerrieri. Vivendo in mezzo a loro, e grazie anche ai miti consigli di un simpatico cook monk (Jackie Chan) troverà infine la pace. Cao però è sempre sulle sue tracce, e quando l'incolumità del popolo è messa a rischio dalle mire di potere, Hou e monaci si opporranno con tutte le loro forze alla tirannia.

Gli ingredienti per una spettacolare avventura blockbuster c'erano tutti, ma Shaolin non può dirsi una pellicola completamente riuscita. A cominciare da una narrazione forzata, ricca di tempi morti, per finire con una caratterizzazione sin troppo esasperata e a tratti improbabile dei protagonisti, tanto che il personaggio più riuscito risulta proprio quello di Jackie Chan, presente in una sorta di lungo cameo che riserva anche la scena d'azione più coinvolgente di tutto il film. Lo stesso percorso morale che affligge il personaggio di Lau (per l'occasione in un'inedita "pelata"), è troppo breve e repentino e suscita più di qualche dubbio su dei trucchetti di sceneggiatura, comunque perdonabili, in un kolossal storico che punta maggiormente sul coinvolgimento "facile" che su un retaggio autoriale e realistico.  Pressochè accessorio per giustificare il pirotecnico finale l'inserimento delle forze d'invasione occidentali, caratterizzate come di consueto con una verve macchiettistica.

L'atmosfera epica che traspariva dai riusciti, furbi, trailer rilasciati prima dell'uscita è presente solamente a tratti, accompagnata come d'uopo da un'avvolgente ed ispirata colonna sonora e dalla sontuosità di ambienti e costumi, ormai standard nelle produzioni del genere: ricetta perfetta per far presa anche sul pubblico mainstream. La mancanza di originalità è in parte imputabile a un certo ristagnamento del genere, le cui uscite sempre prolifiche stanno rendendo le narrazioni ricche di stereotipi e di fastidiosi sensi di déjà vu. Benché lungi dalla perfezione e ricco di negligenze, Benny Chan riesce comunque a sfornare un'opera godibile che garantisce circa due ore di sano intrattenimento, pur non rispettando le aspettative. Ma la sana dose di spettacolarità data da un budget all'altezza offre almeno due lunghe sequenze degne di nota: la roboante fuga di Hou dal banchetto dell'attentato e gli ultimi minuti nei quali esplosioni e arti marziali convivono in un mix avvincente. Menzione d'onore per la splendida Fan Bingbing, moglie afflitta di Lau, che riesce ad emergere con il suo magnetismo anche in un ruolo appena abbozzato e a confermarsi come uno dei volti femminili più interessanti dell'odierno cinema cinese.

Hong Kong/Cina, 2011
Regia: Benny Chan
Soggetto/Sceneggiatura: Chi Kwong Cheung, Cheung Tan, Alan Yuen
Cast: Andy Lau, Jackie Chan, Nicholas Tse, Fan Bingbing.


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