"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Six Strong Guys

Six Strong GuysSix Strong Guys di Barbara Wong è un dibattito aperto sul fallimento di mezz'età. Metacinematograficamente non si poteva fare scelta migliore di sei attori di cui uno alle prime armi (Shaun Tam), quattro veterani in caduta libera (George Lam, al rientro, Andy Hui, Ekin Cheng, Hacken Lee) e un tuttofare onnipresente ma senza grandi pretese (Chapman To). La riflessione è l'inverso generazionale del più frizzante Truth or Dare: Sixth Floor Rear Flat, le conclusioni ugualmente amare - si parte con un multiplo tentativo di suicidio, ossimoro di come si sarebbe dovuto concludere l'altro -, nonostante i lieti fine di maniera a fingere di addolcire una situazione generale a dir poco compromessa.
Eppure, nonostante le premesse facciano pensare a un film stanco, prevedibile, statico, la sceneggiatura è sufficientemente spigliata per poter compensare le lacune di regia e recitazione. Ci sono temi interessanti: il primo amore che non ritorna, la donna di casa sfruttata e tradita (una splendida Candy Lo, attrice che sta crescendo inaspettatamente), il capoufficio frustrato che vede nel giovane dipendente il figlio mancante (e viceversa, il sottoposto sfruttato che trova il padre nel capo prima astioso poi comprensivo). Il segreto è il delicato modo di raccontare le storie, sottovoce, tipico di Barbara Wong quando è in vena di confidenze (cinematografiche): costruendo sottili quadretti di vita quotidiana la giovane emergente dimostra maggiore maturità e responsabilità. Parallelamente ricuce con personalità i tessuti di una tradizione narrativa e sociologica quasi strappata a metà nel trapasso dal vecchio al nuovo millennio.

Hong Kong, 2004
Regia: Barbara Wong
Soggetto / Sceneggiatura: Dang Git Ming
Cast: George Lam, Ekin Cheng, Chapman To, Hacken Lee, Andy Hui

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