"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Student Prince

Student PrinceStudent Prince torna agli anni della scuola e dell'adolescenza della commedia romantica. Wan Tung, bravo ragazzo per eccellenza, amato da tutti i compagni di scuola - che lo insigniscono pubblicamente del titolo che dà il nome al film - tranne uno, il geloso Fook Si, che al contrario cospira contro di lui, si innamora contrapposto della bella Yi King, spalleggiata a spron battente dall'intraprendente amica Ying Hung. Per evitare un legame approvato dai genitori, che ben vedono il ricco Fook, Yi chiede a Wan Tung di fingersi un nobiluomo per sbaragliare la concorrenza del rivale in amore: caso strano, Wan è veramente un principe, e dopo essersi scagionato da una falsa accusa di furto - ovviamente un complotto ordito dal sempre più invidioso e machiavellico compagno di scuola -, può rivelare alle parti in causa la propria vera identità e acquistare agli occhi di tutti la dignità che per bontà d'animo e purezza di spirito gli compete.
Mok Hong-see sfrutta la bellezza morale di Alan Tang, futuro prince charming qui all'esordio (scelto dopo serrate selezioni tra centinaia di aspiranti attori), per sottolineare la semplicità di una commedia ad equivoci molto piacevole che strizza l'occhio a Lubitsch e Wilder. Tang non sempre risponde a suo agio, spesso è legnoso e perde colpi nei confronti della pepata Ting Ying e in particolar modo di Mak Kei, mefistofelica figura agli antipodi, villain acerbo con connotazioni tragiche, dipinto (letteralmente, a partire da un paio di baffetti poco credibili) come più cattivo di quel che è in realtà. Si ride poco, per stessa volontà del regista, che affida alla rodata coppia Ko Lo-chuen / Leung Suk Hing il ruolo di un assurdo binomio padre / madre dagli effetti e dalla chimica disastrosi, e si segue con didattica pazienza lo svolgersi degli eventi senza scossoni: una scelta programmatica che da un lato offre una visione fresca e veloce della storia, ma che dall'altro penalizza i caratteristi (la preside acida, sfruttata bene nei primi minuti e purtroppo subito accantonata) nei momenti in cui i due piccioncini devono necessariamente tirare un po' il fiato.
La sceneggiatura di Yeung Po Hei si concentra su pochi eventi e nel finale rischia di farsi sfuggire di mano il traguardo bruciando qualche trappa con eccessiva sufficienza nel tratteggio di situazioni delicate, che avrebbero meritato maggiore attenzione. Ciononostante, a partire dalle musiche adeguate e dalla regia vitale che valorizza il poco che offre la casa (di produzione), non manca un sottofondo brillante che pone in evidenza il lato giovanile del mélo immaturo, con tutti gli stratagemmi possibili e immaginabili: esibizioni canore, fughe notturne, lunghi dialoghi, passeggiate in motorino, incomprensioni che si trasformano in complicità e una robusta dose di ironia a permeare e rinsaldare ogni situazione portante.

Hong Kong, 1964
Regia: Mok Hong-see
Soggetto / Sceneggiatura: Yeung Po Hei
Cast: Alan Tang, Ting Ying, Mak Gei, Lee Wan Seung, Leung Suk Hing

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