"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Summer Breeze of Love

Summer Breeze of LoveKiki, Kammi e i loro problemi d'amore. Due ragazzine immature che prendono vie diverse, opposte: una si innamora di un coetaneo farfallone, l'altra del maturo amico di papà. A una certa età crescere implica anche tanti patemi d'animo, palpitazioni non necessarie e errori che dapprima sembrano imperdonabili ma che presto passano in secondo piano. Può un prodotto nato come veicolo promozionale per un duo canoro di successo planetario - a Hong Kong e dintorni, sia ben chiaro - scontentare il pubblico (omologato) che non aspettava altro? Per la prima volta insieme davanti alla macchina da presa - ma non sarà certo l'ultima -, le due Twins, scritturate in esclusiva, sono il principale oggetto di interesse di una commedia curiosa e non del tutto riuscita.
La leggiadra vacuità tipica di molti lavori di Joe Ma (i tre Feel 100%) si trasforma in sostenibile leggerezza della giovinezza. Summer Breeze of Love era troppo atteso per poter sfuggire all'imperfezione del momento che racconta, teso tra le ambizioni commerciali di un cast musicale importante e la sottile linea del teeny-mélo a tinte pastello. Ci si aggira nei paraggi di Heroes in Love e Merry-Go-Round, solo con meno passione emotiva e con qualche pretesa autoriale in difetto. Il che è un fatto negativo sotto tanti punti di vista, ma non implica necessariamente che il film sia privo di qualità. Joe Ma non ha mai voluto indossare la veste d'autore, e più prosegue nel suo cammino, più sembra voler sottolineare la sua autenticità popolare. La sua fortuna è che è un esperto artigiano con lampi di genio rarefatti e ben mimetizzati nella cornice giovanilista: il talento comico - la gag autoreferenziale dell'«handsome» reiterato - è più che mai sotto controllo, quello visuale no. Bastano pochi movimenti a conquistare nuovi fan e a togliere dall'imbarazzo l'estimatore della prima ora, per cui confezione e buoni sentimenti sono necessari per essere accontentato. Parlare alle nuove generazioni per il regista non è mai stato un problema, per la felicità - si immagina - di MTV (o meglio della EEG), dei fans delle Twins e per tanti adolescenti (o tardo adolescenti immalinconiti dalla vecchiaia precoce) in cerca di pulsioni emotive semplificate (ma neanche troppo), di ammiccamenti facili e di uno stile leggero, asciutto e godibile.
La cosa strana è che, scemenze a parte, i ragazzini coinvolti recitano per davvero, e pur non essendo ancora del tutto attori i loro volti fotogenici sul grande schermo funzionano alla grande. Gillian Chung figura meglio che nell'orribile U-Turn, ma ci voleva poco; mentre per Charlene Choi è un piccolo passo indietro rispetto alla splendida prova di Funeral March. Rivedibile Tsui Tin-yau della boy band Shine (era nel gruppo di Gimme Gimme di Lawrence Ah Mon), non Dave Wong, per una volta a suo agio e credibile.
Come uno spot del Nescafé, ma con tanta classe in più e con qualche risata a sorpresa, a garantire il buon umore.

Hong Kong, 2002
Regia: Joe Ma
Soggetto / Sceneggiatura: Joe Ma, Chan Wing Sun, Ivy Kong
Cast: Charlene Choi, Gillian Chung, Dave Wong, Chu Tien-you, Chow Wing Han

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