"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Sunshine Cops

Sunshine CopsSunshine Cops è un perfetto esempio di cinema anestetizzato, privo di sfumature, anche se tecnicamente ben realizzato. Non si va oltre il mero intrattenimento, con una lettura che si ferma alla superficie e uno stile ludico che fa delle immagini la propria unica ragion d'essere. E infatti pubblico e critica hanno bocciato il progetto dell'apprezzato costumista Liu Kim Wa, al suo debutto come regista. Non basta un cast di giovani promettenti, mal sfruttato, per creare atmosfere e situazioni interessanti. E dire che lo spunto iniziale era intrigante: la creazione di un corpo speciale di polizia per attirare verso l'arma l'attenzioni dei più giovani ed evitare così che la strada diventi un'alternativa di vita. Due poliziotti giovani e belli vengono reclutati per umanizzare e svecchiare l'immagine delle forze dell'ordine, e il loro scopo sarà semplicemente figurare e catalizzare simpatia.
Il problema è che ci si ferma alla solita farsa leggera a base di kung fu, scazzottate e sorrisi di circostanza. Una situazione metafisica (o forse solo pateticamente surreale?) dove realtà e finzione si incrociano: i protagonisti Sammy e O sono poliziotti che diventano attori o attori che diventano poliziotti? Qualche buona intuizione c'è, ma incontra un ulteriore ostacolo, la mancanza di mezzi economici che il marchio di fabbrica della pellicola - produce la Golden Harvest - non giustifica. Semmai permette all'incoerenza di fondo di venire a galla e di regnare sovrana, come palesato da alcune situazioni imbarazzanti (i poliziotti che vanno in sala giochi, flirtano con ragazze del liceo e sfidano ragazzini più piccoli a gare di skateboard). Insufficienza piena all'intero cast (divertente invece il cammeo di Phillip Kwok) e soprattutto a soggetto e sceneggiatura, degni di un serial tv da terza elementare. Troppe incongruenze e nessun senso del ritmo che possano avvincere, abbinate per di più ad una regia piatta oltre misura. E' senza attenuanti lo spreco di un pretesto intelligente al servizio di una messinscena immatura e troppo narcisista. Non sono infatti una buona fotografia e delle location affascinanti - il film è ambientato a Macao - a rendere accettabile un pessimo film.

Hong Kong, 1999
Regia: Liu Kim Wa
Soggetto / Sceneggiatura: Felix Chong
Cast: Stephen Fung, Ken Chong, Angelica Lee, Eileen Tung, Ken Wong

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