"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Sworn Brothers

Sworn BrothersCresciuti insieme pur non essendo fratelli di sangue, Kuo e Ting hanno lo stesso sogno: seguire le orme del padre / patrigno, onorato poliziotto. Il primo ce la fa, con successo, bruciando le tappe e passando addirittura per Londra e Scotland Yard; il secondo fallisce e diventa il braccio destro di Yang, un industriale invischiato in loschi giri di droga. Ricco ma desideroso di cambiare strada - vorrebbe emigrare in America e ricominciare da capo -, Ting conosce una timida cantante, Wen-Wen, di cui si innamora. Nel frattempo a Kuo viene assegnato un caso delicato: trovare sufficienti prove per sgominare la gang di Yang.
David Lai, discreto artigiano del poliziesco, propone l'ennesimo mélo-noir che riprende, senza troppa convinzione, una delle idee portanti di A Better Tomorrow, il dualismo tra i fratelli che hanno scelte strade opposte, una al fianco della legge, l'altro nelle file della malavita. Il dramma pesa soprattutto sulle spalle di Andy Lau, poco più del solito bulletto di periferia, arricchito con il crimine ma di buon cuore (e con sani principi morali da difendere strenuamente: l'amore per Wen-Wen, il rispetto incondizionato nei confronti del patrigno e del fratello, il rifiuto categorico alla droga). La sua positiva presa di posizione viene premiata prima con un paio di scene piccanti, che concendono - cortesia della pur brava Siu Hung Moi - maggiore esposizione di pelle del previsto; e poi con un finale catartico che lo redime agli occhi del pubblico pagante. Nel mezzo una serie di scene d'azione coreografate decentemente all'insegna della violenza esasperata (e esibita con evidente compiacimento) e della ricerca sommaria della giusta vendetta (catartica: percorso obbligato perché sia riconosciuta al protagonista la caratura eroica). Nella sua fedeltà, estrema, alle regole del genere Sworn Brothers finisce per ripetere (i celebrati canoni del poliziesco a cavallo tra anni '80 e '90) e ripetersi, evidentemente penalizzato da attori poco convinti del proprio ruolo e da dialoghi retorici ancor meno incisivi, quasi mai al passo con i confusi colpi di scena e con i repentini cambi di schieramento dei comprimari, psicologicamente grossolani e tagliati (male) con l'accetta.

Hong Kong, 1987
Regia: David Lai
Soggetto: Eric Tsang, Wallace Cheung
Sceneggiatura: David Lai, Manfred Wong
Cast: Andy Lau, Cheung Gwok Keung, Peter Yang, Bill Tung, Siu Hung Moi

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