That's Adultery!

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

That's Adultery!Li Han-hsiang continua ad esplorare l'anti-romanticismo del romanzo erotico in costume, apportando al fengyue il suo vigore di regista classico, quasi proponendosi come una curiosa reincarnazione di Mizoguchi - formalmente il suo stile è ineccepibile - nei panni da fustigatore di Oshima, trasgressivo e pessimista1. In That's Adultery! trovano spazio quattro episodi, piacevolmente piccanti anche se troppo brevi per lasciare davvero il segno. Con un ovvio tema comune, il tradimento extra-coniugale, richiamo traslato neanche troppo metaforico alla modernità della società presente e ai suoi costumi sempre più licenziosi.
Bless the Child racconta di un prestante giovanotto che ruba le quattro mogli di un nobile ansioso di mettere in cantiere il primo figlio. Inside and Outside the Jar, unico episodio ambientato in tempi odierni, prende spunto dal folklore locale - una parata di carri - che porta un ceramista a lasciare la moglie tra le braccia del suo amante. Sleep Peacefully parte come intenso melodramma amoroso per poi sfociare, previo imprevisto del fato (lui si assenta per diversi anni e quando torna trova l'innamorata sposata con un altro), nella passione carnale con sotterfugio. On and Underneath the Bed elogia l'astuzia della civetta di turno, capace di inventarsi qualsiasi scusa per abbindolare il marito e flirtare senza rischi con tutti gli abitanti maschi del vicinato.
Li raccoglie le più fulgide bellezze dello star system (tra cui le fedeli Woo Gam e Chan Ping), convince la diva Li Ching, presumibilmente controfigurata nelle scene osé, a concedersi leggermente oltre i limiti del suo status di primadonna e confeziona un catalogo di situazioni grottesche, dilettevoli, paradossalmente al limite. Concettualmente borghese ma allusivamente popolare, That's Adultery! incarna nel solito contrasto tra eleganza - splendidi come sempre i costumi e le ricostruzioni in studio - e volgarità - tanti i nudi ostentati, anche gratuiti - quella dialettica sacro / profano che gli anni '70 orfani del kung fu e di Bruce Lee continueranno ancora a lungo a fomentare.

Note:
1. Cfr. in proposito Stephen Teo - Li Hanxiang's Aesthetics of the Cynical, in Li Cheuk-to (a cura di) - A Study of Hong Kong Cinema in the Seventies (Hong Kong Urban Council, 1984 - pagg. 96-98).

Hong Kong, 1975
Regia: Li Han-hsiang
Soggetto / Sceneggiatura: Li Han-hsiang
Cast: Li Ching, Chung Wa, Woo Gam, Yueh Hua, Chan Ping

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