"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Accident

The AccidentTre storie simili e differenti, tre amori, tre tradimenti. Un tassista omosessuale in gravi difficoltà economiche flirta con un immigrato clandestino dall'aspetto losco. Un tour operator, bloccato in Cina per un incidente ferroviario (da cui il titolo inglese), incontra per caso una starlette erotica depressa e entra nelle sue grazie. La fidanzata dell'uomo, appena tornata da Londra, in attesa di sue notizie - entrambi hanno perso il cellulare - vaga da sola per la città, di notte, in cerca di un rifugio e di conforto: finirà tra le braccia di un maturo pilota d'aereo.
The Accident è un raro esempio di Cat. III d'autore, per nulla pretenzioso, ancor meno volgare. Julian Lee imita con grazia lo stile del suo produttore Stanley Kwan: allo stesso modo eccelle nella direzione di attori non blasonati1 e predilige una fotografia fatta di contrasti tra colori al neon, panoramiche urbane e notturni insititi. L'impianto è sorretto da voce over, montaggio emotivo, che stacca da un frammento per passare all'altro solo quando c'è sintonia umorale - il doppio amplesso mostrato in parallelo -, e un tappeto sonoro - trip-hop soft ma non blando - incalzante. Il menu prevede tematiche difficili, alla Yonfan (per non citare sempre il solito Kwan), a base di amori platonici, adultéri e feroci tentazioni della carne. La sceneggiatura, tratta da un racconto dello stesso regista, insinua dubbi erotici e pone quesiti interessanti, soprattutto in considerazione del retroterra ambiguo su cui posano e del doppio binario su cui viaggiano (omo / etero - corpo / spirito). C'è poco del Cat. III classicamente inteso, anche se non mancano atmosfere morbose - l'hotel e la sua corte di folli personaggi, quasi Lynchani - e focose scene di sesso, anche dettagliate, per fortuna non gratuite (quanto quelle simulate dalla troupe rinchiusa nell'albergo). Più che altro si respira lo spirito trasgressivo e diverso di chi sa imporre un argomento difficile e ne espone i diversi climax senza pudori e senza il timore di travisare il proprio specifico obiettivo, con coerenza e lucidità.

Note:
1. Impressionante - e coraggiosa - la metamorfosi di Ben Ng, da stupratore di ragazzine minorate (in Red to Kill) e cattivo per antonomasia a misurato tassista in cerca di affetto e confidenze.

Hong Kong, 1999
Regia: Julian Lee
Soggetto: Julian Lee
Sceneggiatura: Julian Lee, Edmond Yeung
Cast: Andrew Lin, Ben Ng, Wong Hei, Almen Wong, Gigi Lai

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