"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Adventurers

The AdventurersDopo John Woo (Bullet in the Head, la cui ultima parte è quasi plagiata) e Tsui Hark (A Better Tomorrow III), dai cui lavori The Adventurers è comunque piuttosto lontano, anche Ringo Lam unisce pistole, onore e guerriglia rivoluzionaria. Andy Lau è un rifugiato cambogiano cui un potente trafficante d'armi ha ucciso vent'anni prima la famiglia; dopo un tentativo fallito, per vendicarsi trova prima l'appoggio della C.I.A. e poi sposa la figlia dell'uomo che odia. Ma è solo quando i due tornano in Cambogia che si potranno regolare tutti i conti in sospeso.
Progetto ambizioso sulla carta, in cui il solitamente meticoloso Lam deve aver riposto molte speranze, anche commerciali: ci sono le star da cartellone, c'è un intreccio avventuroso, c'è il melodramma che coinvolge legami profondi e universali (la famiglia, l'amore, il tradimento), ci sono le location esotiche, c'è la vendetta programmatica che tanto piace ai fan dell'hardboiled vecchio stampo. Eppure il pubblico ha disertato. La pellicola è una sorta di Il padrino in salsa ristretta, soprattutto nella parte ambientata in America. Manca piuttosto il grande respiro delle opere precedenti dell'autore, capace di rimodellare i canoni estetici di un genere, il noir, in via di definizione. La trama è convincente sino a un certo punto, perde mordente quando tenta di internazionalizzare e rendere accettabile il sottotesto politico, finendo addirittura per risultare prevedibile e retorica. Neanche la parabola del giovane disadattato che cerca se stesso attraverso il riscatto sociale è scritta meglio, affonda le sue radici in una sgradevole patina melodrammatica degna di una telenovela sudamericana. Non giova ad un regista in crisi - Lam viene dal disastro ai botteghini di Burning Paradise, altro progetto ambizioso finito in niente - l'abbandono dello stile asciutto che ne aveva decretato la prima gloria. Qui abbonda in stunt, esplosioni e sequenze sì mozzafiato ma al tempo stesso poco credibili proprio perché fin troppo spettacolari.
Si trova decisamente più a suo agio Andy Lau, che da solo regge il peso del grande schermo per l'intera durata dell'opera, praticamente mai fuori scena. Un tour de force che gratifica l'edonismo di un animo narcisista. Su misura la storia d'amore e il seguente dramma, quando il cantante / attore si trova costretto a barcamenarsi tra una donna che sta cominciando ad apprezzare e una vecchia fiamma troppo insistente. The Adventurers è un war-movie a misura d'uomo e per contrappasso sono le due uniche interpreti femminili a scintillare. Rosamund Kwan, donna disillusa che ha accettato per denaro di passare la propria vita con un uomo ricco e spregevole, e Wu Chien-lien, figlia dell'arrogante che a causa della fama del padre è sempre in pericolo. Chissà se è solo questione di tempi e di fortuna: fosse arrivato Lam per primo oggi considereremmo The Adventurers un capolavoro di coerenza politica? Visto il cattivo invecchiamento dell'opera la risposta è presumibilmente negativa.

Hong Kong, 1995
Regia: Ringo Lam
Soggetto / Sceneggiatura: Sandy Shaw, Ringo Lam, Yip Gong Yam
Cast: Andy Lau, Wu Chien-lien, Rosamund Kwan, Paul Chun, David Chiang

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