The Dream of the Red Chamber

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

The Dream of the Red ChamberIn una casa nobile il primogenito, Jia Baoyu, poco incline allo studio e molto interessato alle donzelle che popolano la magione, si innamora corrisposto della cugina Lin Daiyu. Una serva, destinata a diventare sua concubina, decide però di intralciare la loro storia d'amore preferendo alla prescelta un'altra sposa, la generosa Xue Baochai. Tra equivoci e complotti esplode il dramma familiare.

La terza versione cinematografica - su cinque realizzate - tratta dalla novella classica Il sogno della camera rossa, scritta nel diciottesimo secolo da Cao Zhan, è forse la più convincente. Nonostante sia una pellicola con molti esordienti, a partire dal regista Yuen Chau-ha e dalla coprotagonista Jen Chieh che veste come di consueto nel genere huangmei diao panni maschili, la messinscena è estremamente convincente. La regia sa come valorizzare i movimenti della macchina da presa, che suadente segue i passi dei personaggi principali, stringendo spesso con lente e delicate carrellate sui primi piani.
E' un melodramma passionale ma composto, in cui infelicità e sentimenti vengono gettati addosso al pubblico attraverso l'intermediazione del canto, prolungato, insistito, sempre al centro dell'attenzione. Le arie, che si basano su strumenti e melodie tradizionali, coinvolgono e spingono con il giusto ritmo l'epica delle emozioni in gioco alla resa dei conti finale, dove la tragedia si innalza a sconfiggere fato e buoni propositi. Qualche lungaggine tra la presentazione dei caratteri e delle vicende e la loro degenerazione, fulcro della seconda metà dell'opera, non rovina mai il pathos.
The Dream of the Red Chamber è anche, soprattutto, un raffinato palcoscenico in cui la divina Betty Loh Ti può esibire le sue molteplici doti: di attrice, di cantante, di icona immortale, incarnazione della bellezza classica. Con poche indovinate movenze ruba il proscenio al resto del mondo e si impadronisce delle sontuose scenografie, in cui spiccano i colori rosso e verde della primavera che sta sbocciando, e della colonna sonora, che sa piegare con esperienza e grazia ai propri scopi di primadonna irraggiungibile. A lei va la scena madre, a lei gli applausi di un pubblico che nel cedere alla commozione della storia le tributa il giusto omaggio.

Hong Kong, 1962
Regia: Yuen Chau-ha
Soggetto / Sceneggiatura: Yee Fan
Cast: Betty Loh, Jen Chieh, Tong Dan, Margaret Tu, Pat Ting

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