"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Eagle Shooting Heroes

The Eagle Shooting HeroesLa genialità di Jeff Lau si palesa nel confronto con generi e tradizione: dallo stesso romanzo di Jin Yong (alias Louis Cha) da cui il suo socio Wong Kar-wai ha tratto Ashes of Time prende ispirazione per una farsa smisurata. The Eagle Shooting Heroes1 non è però una semplicistica parodia del film di Wong, bensì un'opera di ampio respiro che analizza e mette alla berlina il wuxiapian in toto. A partire da King Hu, ma non solo, con una smania citazionista inesauribile, che riprende il passato remoto dell'opera cinese e al tempo stesso il look esotico dei film d'avventura americani dei primordi (come Il ladro di Bagdad con Douglas Fairbanks Sr).
Girato in contemporanea ad Ashes of Time, sfruttandone le pause sul set (Wong lavorava di giorno, Lau di notte), The Eagle Shooting Heroes ne ripropone lo stesso cast impressionante, arricchito per di più dalla bellezza di Veronica Yip e Joey Wong. L'intreccio complicatissimo passa in secondo piano rispetto alla coralità della messa in scena, elegante, raffinata, sontuosa. Un arcobaleno di colori e umori differenti che si incontrano e si scontrano con violenza ma senza stridere; il film esalta la magnificenza della regia e della realizzazione (soprattutto costumi, musiche e scenografie). La comprensibilità della trama è minata dalla mediazione dei sottotitoli, ma lo spettacolo è di tale valore che anche senza riuscire a padroneggiare appieno i molteplici riferimenti culturali ci si appassiona alle gesta degli eroi dello schermo.
Un malvagio spadaccino (Tony Leung Chiu-wai) vuole spodestare l'imperatore, accompagnato dalla letale cugina (Veronica Yip). La principessa (Brigitte Lin), la cui arte marziale necessita di ripetizioni, per scappare cerca rifugio tra le braccia di un discepolo (Leslie Cheung) del suo stesso maestro. La sorella dell'uomo (Joey Wong), innamorata di lui, non si da pace quando viene abbandonata dall'amato che decide di accompagnare la fuggiasca. Non bastasse, entrano in scena un mendicante abilissimo con il kung fu, un principe che ambisce a diventare immortale, un combattente deciso a vendicare il fratello ucciso a tradimento e un funzionario imperiale che nasconde diversi assi nella manica. Inoltre figurano tre improbabili mostri da sconfiggere (uno scimpanzé, un piccolo dinosauro e una gallina gigantesca), libri segreti da custodire e un trono imperiale da riconquistare. Raccappezzarsi tra nomi, sessi e posizioni dopo un prologo sinceramente ostico non è però così difficile.
Lau, spalleggiato dalle splendide coreografie in wire works di Sammo Hung, si diverte a mescolare le carte in tavola con una regia esuberante, che sarà ripresa in maniera ancor più folle dal dittico A Chinese Odyssey: mai così spudoratamente fuori controllo, il regista pare a suo agio nel demolire certezze e tipologie di un genere allora in piena rinascita. L'approccio è sì scanzonato, ma né grossolano né irriverente: la parodia nasce da un rispetto profondo e da una conoscenza altrettanto accurata dell'oggetto di studio. The Eagle Shooting Heroes fa ridere, e tanto, ma contemporaneamente sa intrattenere e propone temi di riflessione non banali (e svariati richiami culturali: le vecchie commedie della Cinema City, i film con Carmen Miranda, i wuxia televisivi). Indubbiamente lo stile di Lau si palesa qui nella sua forma più scintillante e immaginifica: il suo trascendere oltre il sopra le righe, il suo gusto per lo sberleffo e per la scorrettezza trovano nella circostanza una magnifica conciliazione formale.

Note:
Circolato spesso anche con il titolo cinese dong cheng xi jiu, traducibile come L'Est apre la strada, l'Ovest segue a ruota. Anche in questo caso è un richiamo ironico al titolo cinese di Ashes of Time, dongie xidu

Hong Kong, 1993
Regia: Jeff Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Jeff Lau
Cast: Brigitte Lin, Tony Leung Chiu-wai, Leslie Cheung, Jacky Cheung, Tony Leung Ka-fai

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