"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Fun, the Luck and the Tycoon

The Fun, the Luck and the TycoonPrima di The Heroic Trio (1992), ma dopo All About Ah Long (1989), Johnnie To non aveva ancora aperto il salone di bellezza per film inconsistenti Milkyway, e non disdegnava di giocare col materiale umano becero tipico di Hong Kong facendone satira e commediola demenziale, prodotto per famiglie da consumarsi durante le vacanze del capodanno lunare cinese.
Lam Po Sang è il nato ricco discendente di una facoltosissima famiglia hongkonghese. Annoiato irresponsabile e giocherellone, è costretto a vedersi saltuariamente con la sua viziatissima cugina nonché promessa sposa, poiché unica beneficiaria del patrimonio di famiglia. Po Po però ha un desiderio: guadagnare i soldi da solo, con olio di gomito, e fare una vita modesta come una persona ordinaria, perché ha sentito dire che i comuni mortali possono scegliersi la moglie. Allora si intrufola, arrivandoci in canoa, ad un party di beneficienza, le cui vivande e bevande sono offerte da un noto fast food cittadino. Scambiato per un cameriere, Po Po si diverte a sorridere in faccia al cattivo gusto dei ricchi hongkonghesi tirchi e in cerca di eccessi. Ah Yuk però, la sorella del proprietario del fast food, seria nervosa e timida, lo colpisce così tanto, che il giorno dopo lo ritroviamo a chiedere di fare l'aiutante, proprio nel laborioso fast food.
The Fun, the Luck and the Tycoon non si distingue particolarmente né per originalità (prende infatti spunto da un filmetto statunitense con Eddie Murphy), né per demenzialità (entro i canoni dei dei tardi anni '80 hongkonghesi), né per acume, pressoché inesistente, e nemmeno per mordente romantico, totalmente mancante. Però è un film che si lascia guardare, grazie ad un buon lavoro di squadra di tutto il gruppo degli attori, che si muove in un'ambientazione finta e colorata, a metà tra il piacere della farsa e il gusto per la presa in giro (il set finto che più finto non si può rimarrà sempre un debole di Johnnie To, a giudicare dai futuri Help!!! o Wu Yen...). La sequenza d´apertura, coreografata non per niente da Ching Siu-tung, promette faville (che nello sviluppo del film non ci saranno), con un brillante piroettante fluido duello di scherma, tra Chow Yun Fat / Po Po e il suo fido maggiordomo, interpretato dal bravo caratterista Wong San.
A dire la verità tutte le scene nell´imperiale palazzo di Chow Yun Fat sono ben girate, ben pensate e ben recitate, e l'ultima scena affascinante è l´appordo in canoa di Po Po, fluttuante in slow motion fra le onde, al party dei ricconi, quasi come se la fantasia di Johnnie To si fosse arenata (insieme alla canoa) nel momento in cui Po Po lascia l´immenso maniero di famiglia per inoltrarsi nella vita dei comuni mortali.
Se c'è qualcuno che in questo film spicca, si tratta di Nina Li, che dà una buona spintarella alla vena comica generale, sia nella parte iniziale del film sia nel fotofinish finale, vera e propria corsa in puro stile comiche americane degli anni '30. La sua interpretazione della spocchiosa Cindy Chan è totalmente improbabile, sopra le righe e ilare, impacchettata in abiti e movimenti da principessina meccanica di un orologio a cucù. Non si può dire altrettanto di Sylvia Chang purtroppo, truccata male e vestita peggio nei panni di Ah Yuk, charme flebile e quasi invisibile, un po' grigia e inconsistente nel personaggio della sorella del boss del fast food Ma in sua difesa c'è da sottolineare che The Fun, the Luck and the Tycoon non è certo un film di attori, quanto più che altro di situazioni demenziali, e si può dare per scontato che lo sviluppo della psicologia dei personaggi non fosse l'obiettivo di Johnnie To. Degni di menzione sono anche i componenti (costantemente in camicia da notte) del gruppo cantopop Beyond, popolarissimo all'alba degli anni novanta. I ragazzi riempiono bene la scena e provvedono ad una colonna sonora ascoltabile e per niente datata.
La versatilità di Chow Yun Fat, che è ormai un fatto assodato, sebbene dimenticato negli ultimi anni, non è certo visibile in The Fun, the Luck and the Tycoon, in cui il nostro eroe in versione buffa si limita a sorridere in modo idiota per tutto il tempo; ma è una versaltilità che c'è, esiste (o per lo meno... è esistita), per cui lo spettatore alla fine è grato alle commedie senza pretese come questa per aver trasportato fino ai nostri giorni un'immagine di Chow Yun Fat non necessariamente maschia e eroica.
Infine è interessante notare l'inclinazione dell'umorismo generale di questa pellicola: tutti a Hong Kong pensano a fare soldi, e chi ce li ha già perché ricco di famiglia, pensa comunque o a tenerseli avidamente (tutta la scena del party di beneficienza è completamente politicamente scorretta!), o a cambiare vita e a mettersi a guadagnarne col sudore della fronte. La stessa Sylvia Chang, l'eroina buona dolce e generosa, quando Po Po butta via un anellino da 700 HK$, quasi ci si tuffa dietro per ripescarlo, e la teoria che lo faccia perché si tratta del primo regalo del suo innamorato, regge un po' poco!
The Fun, the Luck and the Tycoon è insomma per chi rimpiange un po' la spensierata spericolatezza dello slapstick hongkonghese, per chi è di bocca buona, per chi vuole aprire gli occhi sulla figura di Johnnie To prima del restyling fine anni '90 e per chi riesce a sopportare la voce stridula e urlante di Chow Yun Fat quando interpreta il sosia tassista!

Hong Kong, 1990
Regia: Johnnie To
Soggetto / Sceneggiatura: Hoi Dik
Cast: Chow Yun Fat, Sylvia Chang, Lawrence Cheng, Nina Li, Ha Yue

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