The Last Blood

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

The Last BloodAereoporto di Singapore. Un gruppo di terroristi giapponesi ferisce il leader religioso Daka Lama. Nello stesso attentato viene colpita la fidanzata di un mafioso, Brother Bee. Entrambi sono in ospedale, in gravi condizioni e con la necessità di una trasfusione. Peccato che in tutta Singapore a disposizione ci sia un solo uomo, il venditore ambulante Fatty, in grado di fornire il plasma del gruppo sanguigno giusto: sulle sue orme si mettono le forze di polizia, capitanate dal commissario Lui, ansiose di salvare l'illustre bonzo, Bee, che spera di risvegliare dal coma la fidanzata e, non ultimi, i feroci terroristi, che vogliono eliminare l'unica possibilità di sopravvivenza del loro bersaglio. Unite le forze, Lui e Bee devono scortare in salvo Fatty per permettergli di donare il sangue.
Girato a Singapore, anche e soprattutto con capitali locali - l'idea dei co-produttori era vendere al cinema di Hong Kong le economiche e affascinanti location nazionali -, The Last Blood, circolato curiosamente con vari titoli, tipo Twelve Hours to Die e Hard Boiled 2 (ma del film di Woo riprende solo la sparatoria nell'ospedale), è il classico poliziesco dietro alla cui alternanza tra azione e comicità si riconosce facilmente la mano di Wong Jing. Perennemente in bilico tra farsa spudorata - tutt'altro che raffinata e autoreferenziale: Andy Lau e Alan Tam che si prendono smaccatamente in giro sulle reciproche somiglianze - e coreografie mozzafiato (di Blacky Ko) - anche ironiche, come lo spettacolo acrobatico messo in piedi in spiaggia da Eric Tsang (anche co-produttore per la sua Movie Impact) -, il film cincischia altalenante e ondivago sino al finale iperbolico, tragico, dove tutti i punti in sospeso trovano nella violenza l'unica conclusione possibile. Incassi esagerati per il reale valore di un'opera media, sopra le righe, grottesca e certo non all'altezza dei valori - in special modo il cast multicolore, con l'ego narcisista di Andy Lau fin troppo in evidenza - messi in campo. Maggiore concretezza avrebbe evitato il disagio da occasione sprecata: per essere una commedia di Wong Jing il film è poco divertente; per essere credibile come noir è al contrario troppo svagato (e kitsch: l'idea delle hostess assassine o dell'inseguimento di notte con le moto) e ansioso di alleggerire qualsiasi momento, anche le scene di tensione riuscite dove il pathos è visibilmente palpabile.

Hong Kong, 1993
Regia: Wong Jing
Soggetto / Sceneggiatura: 
Cast: Alan Tam, Andy Lau, Eric Tsang, Leung Kar Yan, May Lo

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