"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Return of Pom Pom

The Return of Pom PomThe Return of Pom Pom riaccoppia Richard Ng e John Shum per bissare il successo del proficuo Pom Pom, uscito al cinema solo qualche mese addietro. Alla regia passa l'ex commissario Phillip Chan, anche co-protagonista, che dimostra di trovarsi discretamente a suo agio non solo con pistole e toni seri. In questo secondo appuntamento, che riparte dal punto esatto dove si era interrotto il prototipo, le cose si complicano ulteriormente: non solo i due imbranati poliziotti Beethoven e Chuen, quest'ultimo fresco sposo e alle prese con le difficoltà della vita coniugale, devono vedersela con un nuovo inflessibile capo, in più hanno anche il difficilissimo compito di scagionare l'ex superiore Chan da un'accusa ingiusta di sottrazione di denaro destinato come prova a un processo. Beethoven, svagato e farfallone, prima si fa sfrattare per pura sbadataggine, facendosi ospitare dal compagnone e turbandone la quiete familiare, poi ignaro dell'errore si innamora della persona sbagliata, niente di meno che la figlia del sospettato numero uno del caso cui sta lavorando.
La ricetta di successo non cambia: basandosi su poco o niente fa la felicità della D&B, che produce senza troppo sforzo e altrettanto facilmente porta a casa un incasso soddisfacente. Comicità spigliata, gag verbali a ripetizione e la collaudata alchimia dei due protagonisti pongono il film sul livello medio delle commedie coeve tipiche della Cinema City, con quel tocco d'azione in più - naturalmente rocambolesca, vista la goffaggine degli eroi - che non guasta per conquistare grandi e piccini. Le coreografie del super ladro Lam Ching Ying, sorta di Rosa Nera al maschile, la prestanza di Kara Hui, le tante guest star, molte delle quali provenienti dalla fucina di Sammo Hung, la fotografia di Ricky Lau e le improbabili soluzioni balistiche offrono ampio respiro e ritmo alle manovre diversive.
Ma il piatto forte rimangono i duetti, i confronti dialettici, le scuse inventate su due piedi, il reggersi il gioco reciprocamente, la fiducia nel compagno di tante avventure. Il confronto con la prima pellicola rivela qualche sbavatura, dovuta in maggior parte alla difficoltà di calibrare personaggi vecchi e nuovi. Ma il tema dell'amicizia pak dong tra i due colleghi in uniforme funziona ancora molto bene: le contrapposizioni tra Ng, spigliato ritratto dell'hongkonghese medio, quasi sempre capace di arrangiarsi grazie alla sua astuzia e al suo senso pratico, e il viso tragico di Shum automaticamente creano un contrasto comico di facile impatto emotivo. Ancora una volta Beethoven si guadagna con la sua semplicità la simpatia del pubblico, maschera patetica sbeffeggiata da tutti per la sua stupidità e alla fine giustamente vincitore.

Hong Kong, 1984
Regia: Phillip Chan
Soggetto / Sceneggiatura: Chan Wai Yee
Cast: Richard Ng, John Shum, Deannie Yip, Kara Hui, Lam Ching Ying

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