"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Suspect

The Suspect Dopo due film con Van Damme e un noir a basso costo girato a Hong Kong (Full Alert), Ringo Lam si rivolge alle Filippine per un thriller ad alta gradazione spettacolare. The Suspect è l'ennesima riprova, e non se ne sentiva certo il bisogno, che passati i fasti dei suoi primi film on fire, il regista ha smarrito la strada del noir crudo e realista. The Suspect, un melodramma infarcito di esplosioni e inseguimenti è purtroppo privo di un anima nera e di passione. Cast fisico e muscolare, usato molto male: Louis Koo, Ray Lui, Simon Yam, Julian Cheung, tutti anestetizzati in caratteri poco credibili. Don Lee è un ex galeotto che, appena uscito di prigione dopo dodici anni, si trova coinvolto in un complotto per uccidere l'aspirante presidente delle Filippine, Velasco. Braccato dalla polizia, l'uomo trova sulla sua strada una giornalista comprensiva, Annie, e un gruppo di mercenari che grazie a lui vede concretizzarsi la possibilità di arrivare ai veri colpevoli. Nel passato di Don, e nei suoi ricordi, si nascondono le insidie di un'adolescenza a Hong Kong, passata con un padrino tanto affettuoso quanto spietato e con un amico fraterno che è diventato un killer senza scrupoli.
Tutto è accennato, ma poco è realmente approfondito: il contesto politico è intrigante ma sviluppato ingenuamente, e passa subito in secondo piano rispetto alle vicende di sangue dei protagonisti. A questo punto sarebbe lecito attendersi una riflessione sull'amicizia, sull'onore e sulla difficoltà di certe scelte - già viste mille volte al cinema -, ma anche questo tema viene presto accantonato. La sostanza dell'opera? Tante sparatorie, tanti inseguimenti, poche emozioni. La realizzazione tecnica è professionale ma nel segno della piattezza generale da telefilm. La concentrazione di argomenti eccede il tempo limite e diventa motivo di disturbo. In The Suspect làtita sin dal principio la veemenza cinematografica di Lam. Come testimoniano un prologo sciatto fatto di flashback e dichiarazioni d'intenti, un proseguimento all'insegna del déjà vu e un epilogo degno del peggior Chuck Norris. Non incide il passaggio fantapolitico da Hong Kong ad una realtà diversa come quella filippina. L'attenzione ai costi ha permesso alla troupe in (economicissima) trasferta di disporre di un budget maggiore destinato agli effetti speciali: elicotteri che esplodono, ponti che esplodono, macchine che esplodono. Ciò che non riesce a prendere fuoco e a interessare, purtroppo, è proprio la pellicola.

Hong Kong, 1998
Regia: Ringo Lam
Soggetto / Sceneggiatura: W. K. Lau, Ringo Lam
Cast: Louis Koo, Julian Cheung, Simon Yam, Ada Choi, Ray Lui

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