"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Third Eye

The Third EyeTai O è un piccolo villaggio sull’isola di Lantau; è qui che una notte arriva Leung (Wong Yau-nam), un ragazzo con la passione del voyeur a mezzo tra curiosità e mania, e si ferma in un motel gestito dalla giovane Ka Kei (Race Wong) e popolato da un’umanità colorata, fatta di amanti clandestini, una bella e sfuggente assistente di volo, uno scrittore in erba e una misteriosa coppia compasta da una figlia e dal padre invalido.

Gum (Derek Tsang), lo scrittore, in bilico tra crisi creativa e una cotta per Fa (Joman Chiang), la ragazza che accudisce il padre infermo e che lui ha salvato dopo un tentativo di suicidio, sta lavoranto a un raccondo horror che, guardacaso, è ambientato proprio in un piccolo motel ed è ossessionato dalla sensazione dei venir continuamente spiato. Leung, intanto, ha installato telacamere in tutte le stanze dell’albergo e la sera si gode lo spettacolo delle essstenze meschine e piene di sorprese degli altri inquilini, mentre di giorno incomincia a fare amicizia con Ka Kei, che è in partenza per l’Australia con il fidanzato e futuro marito. Ma a osservare i movimenti degli ospiti del motel c’è anche qualcun altro, e uno strano poliziotto (Liu Kai-chi), zio di Ka Kei, fa la sua comparsa in scena.
Carol Lai, alle spalle un paio di discreti tentativi sul filone romantico (Glass Tears e Floating Landscape), vira all’horror adolescenziale con questo The Third Eye, girato in digitale e con un cast di richiamo per il pubblico giovane dell’ex-colonia. L’incipit e l’atmosfera costituiscono una promessa che però non viene mantenuta dal resto del film, sulla cui compattezza pesano una sceneggiatura a colabrodo e una regia spesso banale e inefficace. Nel quadro di questo piccolo motel i cui corridoi diventano bracci di un labirinto a tratti inutilmente complicato, si svolge una vicenda che non fa della tensione il suo punto di forza, e proprio per questo quando si arriva alla resa dei conti finale, con il sangue che scorre copioso, più che sorpresi si rimane straniati.
Dignitose le interpretazioni dei protagonisti, con un Samuel Pang gigioneggiante canaglia, che tuttavia vengono cancellati di scena dalla comparsa del solito grande Liu Kai-chi, tremendamente e stupendamente sopra le righe e sopra le parti.

Hong Kong, 2006
Regia: Carol Lai
Soggetto / Sceneggiatura: Carol Lai
Cast: Race Wong, Wong Yau-nam, Derek Tsang, Liu Kai-chi, Otto Wong

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