"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Trail

The TrailPrimi anni venti, in una landa remota della Cina: due spacciatori d'oppio, a capo di una piccola banda, per esercitare il commercio illegale devono mascherarsi da monaci taoisti. In un villaggio sono ingaggiati da un notabile locale per sbarazzarsi del corpo di un uomo da lui assassinato, con il compito di seppellirne le spoglie lontano. Aggrediti da un gruppo di predoni, i sette perdono il cadavere in uno stagno. Lo zombi tornerà a cercare vendetta, succhiando il sangue di chiunque osi pararsi sul suo cammino.
Ronny Yu, al quarto film - il primo dell'orrore per un appassionato del fantastico -, punta tutto sull'ibridazione: di generi, di umori, di tendenze e di culture differenti. Forte di una sceneggiatura originale e intrigante, scritta a quattro mani con il produttore Michael Hui (la cui presenza è una mezza sorpresa, visto l'alto tasso di gore e di violenza), il regista confeziona uno strano pasticcio dove confluiscono suspense, terrore, indagini e atmosfere da thriller, un tocco mystery, qualche accenno ironico, parodie occidentali (il finale che copia una delle scene clou de L'esorcista), tradizioni spiritiche autoctone (i jiangshi saltellanti) e straniere (lo zombi che succhia il sangue delle vittime come un vampiro), avventura alla Indiana Jones, cameratismo spicciolo. Più della regia, si fanno notare la splendida fotografia - a tinta unita con prevalenza, a seconda, delle situazioni, del colore più adatto al momento (sfruttando benissimo, nelle scene notturne, i giochi d'ombre) e le affascinanti location, ben ricostruite (la barca, il villaggio, la tomba) e ben sfruttate (la foresta e la palude). Colonna sonora di facile presa, con un tema cantato ricorrente molto romantico per le situazioni più drammatiche. Effetti speciali non trascendentali, con l'abuso del sangue e del dettaglio macabro tipico dei primi anni ottanta, a rendere più colorato un affresco già di per sé ricco. La compagnia scalcagnata ha un che di picaresco: Kent Cheng e Ricky Hui come daoshi improvvisati sono probabilmente il meglio che la piazza possa offrire, e in coppia rendono il doppio.

Hong Kong, 1983
Regia: Ronny Yu
Soggetto / Sceneggiatura: Michael Hui, Ronny Yu
Cast: Ricky Hui, Kent Cheng, Chung Fat, Anthony Chan, Mars

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