"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Valiant Ones

The Valiant OnesEpoca Ming, XVI secolo circa. Incaricato dal governatore Chi Yuan di sgominare le bande di pirati giapponesi che infestano la costa orientale della Cina, il prode Yu Dayou, aiutato da due invincibili spadaccini, il signore e la signora Wu, e da alcuni fedeli coraggiosi, si mette alla caccia del pericoloso corsaro Hakatatsu. Il problema è che i pirati hanno spie ovunque, anche a palazzo, dove gli ufficiali corrotti sono conniventi e dove il governatore, disperato, ha a disposizione solo un generale imbelle e precipitoso. Rintracciato tramite un complesso inganno il nascondiglio dei pirati, Yu e la sua compagnia giungono al terribile scontro finale.
Seconda produzione, dopo il successo di The Fate of Lee Khan, per la neonata compagnia di King Hu - forte di un favorevole contratto di distribuzione con la Golden Harvest -, The Valiant Ones è la vetta stilistica del regista (che in un'intervista ai Cahiers du Cinema disse di aver dovuto girare il film in fretta per non scontentare i finanziatori). Non quella morale: è a tutti gli effetti il suo film più spettacolare, quello meno preoccupato di sottotesti e valori da trasmettere, di una poetica da rispettare. E' al tempo stesso un vertice del dinamismo applicato al cinema, della trasposizione del senso pittorico (degli spazi e dei personaggi) su pellicola. Di minor respiro rispetto all'immenso A Touch of Zen, ma maggiormente movimentato, coreografico, con una serie di sequenze avvolgenti di azione purissima. In questo senso è il massimo possibile di intrattenimento che si possa richiedere al wuxiapian. Esaltato dal solito uso personale di montaggio - come sempre spiazzante, modernissimo; qui ancora più esasperato e di stordente bellezza - e coreografie - opera, come nella precedente regia di Hu, del martial arts director Sammo Hung, in questa circostanza anche attore con un ruolo rilevante -, The Valiant Ones procede a scatti, accumulando frammenti cinetici di assoluta perfezione, in preparazione di un finale catartico, fatalista, incompromissorio, superbo. L'intuizione geniale è il mettere da parte il singolo (femminile) e farlo semmai emergere gradualmente dal gruppo, a furia di combattimenti attraverso i quali il suo carattere matura e viene alla luce: più gli eroi lottano, più, nel crescendo emotivo e mirabolante, risultano definite e comprensibili le loro specificità (non solo fisiche). Lo spirito e la personalità di Hu si leggono nei dettagli: la scacchiera usata per definire la strategia militare; l'umorismo di alcuni duetti; lo sviluppo dei rapporti interpersonali tra le varie parti in causa; l'eccellente serie di duelli nel covo (entro quattro mura) dei pirati, in cui il gentiluomo Wu (soprannominato Whirlwind) e la sua donna-guerriero (Hsu Feng, attrice molto stimata da Hu) sono messi alla prova; il finale amaro. Definito «summa dei valori di Hu e della natura dell'eroismo nella sua opera cinematografica [...] necessario per la comprensione della sua visione tragica di onore, coraggio e valore»1, The Valiant Ones è molto più di quel che sembra - un prodotto commerciale d'intrattenimento -, molto più profondo e carismastico, pessimista, ennesima sfaccettatura della genialità del suo autore.

Note:
Cfr. Stephen Teo - Only the Valiant: King Hu and his Cinema Opera, in Law Kar (a cura di) - Transcending the Times: King Hu & Eileen Chang (Provisional Urban Council of Hong Kong, 1998 - pagg. 23-24).

Hong Kong, Taiwan, 1975
Regia: King Hu
Soggetto / Sceneggiatura: King Hu
Cast: Roy Chiao, Pai Ying, Hsu Feng, Sammo Hung, Han Ying Chieh

Free Joomla templates by L.THEME