The Vanished Murderer

Scritto da Eugenio De Angelis. Postato in FILM

The Vanished Murderer

A tre anni di distanza dal successo di The Bullet Vanishes, Law Chi-leung torna alla regia riunendosi a Lau Ching-wan (ma senza Nicholas Tse) per una nuova indagine dell'ispettore Donglu nella Cina degli anni trenta tra rivolte operaie, spietati magnati, suicidi sospetti e storie d'amore incompiute. Tanta carne al fuoco per un film che parte ricollegandosi direttamente al capitolo precedente con la fuga di prigione di Fu Yuan (Jiang Yiyan), la quale si fa inseguire fino a Hong City dall'ispettore - con il quale ha un rapporto ambiguo – per coinvolgerlo in un nuovo caso. Una serie di suicidi che potrebbero non essere tali ha infatti visto protagonisti alcuni dei lavoratori che protestano contro il padre-padrone della città, Gao Min-xiong (Guo Xiao-dong), disposto a tutto pur di aumentare i propri profitti.

Quello appena descritto, in realtà, è solo lo strato più superficiale di un plot nel quale si accumulano una serie di sottotrame non sempre funzionali allo sviluppo della storia principale. Quest’ultima finisce così con il disperdersi in tanti rivoli narrativi che, uniti a motivazioni dei personaggi spesso poco chiare, rendono confusa la visione per lo spettatore. Questo non significa però che The Vanished Murderer sia privo di motivi di interesse. Law infatti dimostra di destreggiarsi bene sia con i toni drammatici della protesta politica, sia con quelli da commedia degli alleggerimenti ironici, in mezzo ai quali si sviluppa il nucleo investigativo, imbastendo così un film dal ritmo sostenuto anche se sconnesso, impreziosito da almeno un paio di scene d'azione di pregevole fattura. La prima, nonostante non abbia particolari giustificazioni logiche, vede Donglu aggirarsi per le stanze di un ospedale a cavallo (!), mentre mette fuori gioco uno dopo l'altro i soldati della milizia privata di Gao con soluzioni originali ed efficaci. La seconda, uno degli snodi risolutivi del film, è un'imponente sequenza di inseguimento a bordo di un treno in corsa, a cui si aggiunge l'elemento catastrofico, che richiama in maniera intelligente uno spunto proposto nella prima parte del film.

Il tormentato e bizzarro ispettore Donglu, interpretato da Lau, ha un indubbio fascino ed è uno dei punti di forza dell'opera, anche se è chiaramente frutto di un calibrato mix tra il protagonista di Mad Detective (da lui stesso interpretato) e lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie. A onor del vero quest'ultima componente è meno presente rispetto a The Bullet Vanishes, essendo sparito il rapporto “alla Sherlock e Watson” che contraddistingueva la coppia protagonista. Qui la spalla del detective è infatti Li Xiao-lu che, non incidendo affatto sulla storia, serve piuttosto a contrastare con siparietti comico-romantici la serietà del protagonista. I due però sono ben lontani dal riprodurre la stessa alchimia che aveva fatto la fortuna del predecessore. I comprimari invece sono tutti autori di prove solide, caratterizzando efficacemente personaggi ambigui che contribuiscono ad arricchire il quadro della narrazione, dato che ognuno ha le sue ragioni (non sempre esplicitate) per nascondere qualcosa a Donglu.

Il problema principale del film risiede però nell'incapacità di Law di decidere quale aspetto privilegiare, non riuscendo a dare un'impronta netta a un film che contiene al suo interno più anime (investigativa, action, politica, romantica) che non si amalgamano mai tra di loro. La più fuori posto è sicuramente quella politica, che in un paio di momenti arriva a richiamare nella messa in scena un musical come Les Misérables, sia per l'organizzazione delle scene di massa, sia per un production design che appare spesso fin troppo pulito per essere realistico, suggerendo piuttosto l'idea di un set teatrale. Il film è una co-produzione sino-hongkonghese e come tale anche il suo messaggio politico appare ambivalente, forse un escamotage dello sceneggiatore Yeung Sin-ling per compiacere da una parte la Cina continentale con l'ennesima condanna (ipocrita) del capitalismo in difesa delle masse operaie, mentre tenta dall'altra timidi richiami al cosiddetto Umbrella Movement. Nonostante si sviluppi su un duplice binario, l'anima romantica del film rimane invece inespressa ma costantemente sottotraccia, mentre quella investigativa paga lo scotto di un piano machiavellico e fin troppo caotico, impersonato dall'intellettuale-filosofo di Gordon Lam, che presta il fianco a buchi di sceneggiatura e twist senza molta logica.
The Vanished Murderer è insomma un film confuso e con notevoli problemi di sceneggiatura, pur rimanendo un discreto prodotto commerciale dagli alti standard produttivi, con un buon cast e un paio di notevoli scene d'azione.

 

Hong Kong/Cina, 2015
Regia: Law Chi-leung.
Soggetto/Sceneggiatura: Yeung Sin-ling.
Action director: Kenji Tanigaki.
Cast: Lau Ching-wan, Gordon Lam Ka-tung, Jiang Yiyan, Lulu Li.


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