"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Wedding Days

The Wedding DaysCome la maggior parte delle produzioni U.F.O. anche The Wedding Days è una commedia spiritosa, garbata, confezionata con meticolosa cura per i particolari. Questo trend che identifica eleganza formale, al limite del patinato, e ironia leggera è rispettato da James Yuen, sceneggiatore di successo. Yuen decide per il grande passo che lo porta al debutto come regista pochi mesi prima dell'handover, anche se la pellicola è approdata nelle sale poche settimane dopo il fatidico primo giorno di luglio, incassando poco o nulla. La coralità nella circostanza è assicurata da una parata di attori più - Anita Yuen, Charlie Yeung, Jordan Chan, Eric Tsang - e meno - Michael Wong, Alex To, Nicola Cheung - blasonati, affiancati da una serie di volti importanti che si prestano per i cammeo necessari a completare il circolo all star.
Della regia non possiamo non apprezzare la leggerezza dei toni e certe intuizioni influenzate stilisticamente da Wong Kar-wai (di cui non per niente Charlie Yeung è stata musa: significativa la scena di lei immobile sul cavalcavia con il traffico in sfondo che corre veloce), che non rovinano l'impressione di estrema semplicità dell'impianto. La narrazione è scorrevole, strutturata sulle due protagoniste e sui loro problemi sentimentali: le due storie si tangono ma non confluiscono mai in un'unica direzione. Tema comune: il matrimonio e le folli idiosincrasie che comporta, soprattutto da un punto di vista femminile. Accanto alla bella manager Janet, che dirige un piccolo negozio per future spose, ci sono due pretendenti, uno convinto ma silenzioso, l'altro più intraprendente ma dalle intenzioni meno nobili. La preda dell'altrettanto insoddisfatta Rachel è invece Sam, genitore divorziato premuroso e dolce, ma rimasto scottato dalla precedente unione e poco disposto a legarsi nuovamente in maniera ufficiale.
Approvato il lavoro, onesto e essenziale, di una prova più che dignitosa, in alcuni momenti irresistibile, in altri un po' troppo prevedibile, conviene soffermarsi sulla prova dei tanti interpreti coinvolti nell'operazione. Bene Anita Yuen, Michael Wong e Jordan Chan, il cui istrionismo, seppur contenuto, è funzionale al tono familiare dell'opera, e tanto meno niente da rimarcare sulle numerose apparizioni speciali, divertenti e in grado di aumentare il ritmo con pochi accenti. Chi delude maggiormente le aspettative è Charlie Yeung: in un ruolo più maturo e intenso del previsto appare quasi spenta, priva di quella joie de vivre per cui era stata apprezzata in altre mani. Per di più non scatta la scintilla tra lei e i suoi partner di set. Le relazioni proposte (non solo sentimentali) perdono in spontaneità e, purtroppo, comportano una certa stanchezza nei modi.

Hong Kong, 1997
Regia: James Yuen
Soggetto / Sceneggiatura: James Yuen
Cast: Charlie Yeung, Anita Yuen, Michael Wong, Jordan Chan, Alex To

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