"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

The Young Rebel

The Young RebelDopo aver fondato la sua casa di produzione, la Chang's, senza abbandonare la distribuzione degli Shaw Brothers, Chang Cheh dà la possibilità ai suoi pupilli di provare l'ebbrezza della regia. Con The Young Rebel Ti Lung prova in qualche modo a ricambiare il favore, omaggiando il maestro con una versione edulcorata del suo The Delinquent. La storia e il personaggio principale - un fattorino stanco di subire angherie - sono troppo simili perché sia una coincidenza.
Ti recluta il collega David Chiang e gli affida il ruolo di protagonista, negli scomodi panni del sanguigno Xiang Rong, legato alla madre e alla sorella, aiutato dall'amico Gen Lai a trovare un lavoro umile che permetta alla famiglia di sostentarsi. La carica aggressiva del ragazzo è tale e tanta che Rong cerca nel kung fu uno sfogo alle frustrazioni quotidiane: imparato a combattere, l'ex fattorino viene reclutato da un malvivente come esecutore su commissione per pestaggi, furti e quant'altro necessario per i suoi loschi affari.
Al secondo film da regista, Ti Lung dimosta sufficiente competenza, pur non riuscendo a sfrondare qualche tempo morto di troppo nella preparazione della tragedia prossima ventura. In tante situazioni Ti preferisce soluzioni statiche, d'attesa e dimostra di essere inadeguato alla forma dinamica del thriller d'azione: ne sono la riprova i combattimenti ripetitivi, eccessivamente basati sulle arti marziali, i personaggi prevedibili, le loro motivazioni stantìe. Il maggior pregio, al contrario, è la delineazione psicologica del rascal di strada, sempre sull'orlo di un tracollo nervoso, attaccato ai valori familiari tradizionali, vessato dalla vita e dalla sfortuna, disposto a imboccare la prima scorciatoia disponibile pur di emergere dalla miseria nera in cui è costretto.
Le reminescenze dei classici di Chang non si fermano al soggetto: l'idea della vendetta finale consumata nel modo più violento possibile; l'amicizia maschile che lega due pari grado provenienti dai bassifondi; la morale delle arti marziali e il rispetto del sifu, sono tutti elementi che parlano chiaro circa le possibili influenze in fase di sceneggiatura (cui non a caso mette mano anche Ni Kuang). Profondamente realista il contesto di moderno squallore quotidiano, di grande impatto urbano con tante scene girate in esterni, che immortala Hong Kong come metropoli spettrale e dissoluta. Il modo in cui a uno scenario del genere è applicata la brutalità disperata delle arti marziali fa pensare ad un'emulazione consapevole di Bruce Lee e dei suoi gongfupian proletari.

Hong Kong, 1975
Regia: Ti Lung
Soggetto / Sceneggiatura: Ni Kuang, Ti Lung
Cast: David Chiang, Ti Lung, Chiang Nan, Lo Dik, Fung Ngai

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