"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

This Thing Called Love

This Thing Called LoveTipica vita di una coppia rampante: lui e lei si svegliano di mattino presto, fanno una colazione bruciacchiata e veloce, scelgono l'abito più adatto per il meeting in ufficio e corrono in macchina fino in centro, tra rotoli di progetti edili del lavoro di lui e pacchi di vestiti da depositare in lavanderia di lei. Giorno dopo giorno sempre la stessa vita, solo che mentre la donna pensa a mettere radici e a comprare una casa, l'uomo invece ha un'amante e un giorno confessa tutto, annientando il passato e il futuro del piccolo nucleo familiare. I due si separano con lacrime e depressione, ma naturalmente la vita continua e gli equilibri prendono nuove forme, anche se ci vogliono tanta tanta pazienza e cautela... This Thing Called Love è un film delicato e sfumato sui sentimenti delle persone che mutano e maturano col trascorrere del tempo. Non ha una regia perfetta né completamente soddisfacente, ma funziona e intenerisce a più riprese. Dramma leggero sulle evoluzioni sentimentali della coppia moderna, si avvale della presenza di Leung Ka-fai in versione uomo normale occhialuto e confuso, alla perenne ricerca di non si sa bene di che tipo di spazio per se stesso, e di quella di Cecilia Yip, qui ragazza semplice e insicura che non possiede quell'energia interiore utile ad essere autosufficiente, e che dalla vita sembra volere prima di tutto un compagno che le dia la sicurezza e la solidità dell'essere completamente accettata, spronata e rincuorata. Man mano che il film va avanti ci si rende conto che non è solo la vita di coppia il tema principale, ma è anche l'indagine del personaggio di Cecilia Yip, e questo a tratti è stancante da guardare, perché Cecilia, almeno fino a metà film, non mostra le particolari doti drammatiche richieste qua e là blandamente dal copione. Pian piano comunque ci si abitua e ci si affeziona, ed è anche ciò che accade ai personaggi, teneramente avviati verso un finale solo per un attimo a rischio di ennesima rappresentazione di Harry ti presento Sally, ma che per fortuna sa fermarsi in tempo, e arrivare così ai titoli di coda lasciando assorti nei propri pensieri, nei propri personalissimi passati e visioni di possibili futuri. Per rendersi conto che le banalità diffuse con cui le persone si perdono e si ritrovano non sono solo prerogativa dei film tenui, ma anche, spesso, della vitavera, soltanto ad avere voglia di ammetterlo.

Hong Kong, 1991
Regia: Lee Chi-ngai
Soggetto / Sceneggiatura: Lee Chi-ngai
Cast: Cecilia Yip, Tony Leung Ka-fai, Rosamund Kwan, Derek Yee, Poon Jan Wai

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