"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Those Were the Days

Those Were the DaysPrima di approdare alle produzioni con grande aspettative a Raymond Yip viene affidato un ultimo piccolo progetto da portare a termine. A commissionare l'opera sono i due artefici del successo Young and Dangerous, Andrew Lau e Manfred Wong, che per l'occasione torna al suo antico mestiere di sceneggiatore. Produce Frankie Ng, che dalla serie ha tratto grandi fortune, affiancato dallo stesso Wong: i due mettono sul piatto un discreto gruzzolo per permettere la presenza di tanti volti noti (non solo nel cast, come testimoniano il montatore Marco Mak e il compositore Chan Kwong Wing, che rielabora in chiave acustica lo score di Young and Dangerous). L'idea di uno spin-off del prototipo era già stata affrontata (dallo stesso Yip), con la differenza che adesso non ci si concentra su un personaggio marginale, bensì sul coprotagonista assoluto Jordan Chan.
Nei panni di Chicken Jordan ha sempre dato tutto se stesso, elargendo fare cialtronesco da ragazzo di strada, spavalderia e sbruffoneria tipiche di uno che non conosce il significato della parola timidezza. Già da ragazzino, prima ancora di deviare dalla retta via, Chick(en)1, che ambisce per un arcano motivo a farsi chiamare Cock, è una peste senza possibilità di recupero. L'unica persona che ha ascendente su di lui è Gee, sua vicina di casa, trasferitasi da Macao. La ragazza, alta e bella, è l'esatto contrario di lui (studiosa, educata, gentile), se non fosse che è ugualmente povera: la cotta, profonda, è dietro l'angolo, ma tra i due sorge ogni sorta d'ostacolo, prima un ragazzo ricco, poi la carriera compromessa di Cock, infine un killer prezzolato da un amante ferito ad impedire il doveroso lieto fine.
Proprio come avveniva in Portland Street Blues, Yip preferisce sviscerare il melodramma esistenziale che coinvolge i due bambini. Quasi fosse un romanzo di formazione, Those Were the Days sviluppa bene la storia d'amore tormentata, non dimenticandosi mai di notare come l'ambiente povero incida sui fatti. Chi ha seguito la serie dal primo all'ultimo episodio ricorda Chicken come una mascalzone in fatto di relazioni sentimentali: ripulire un'immagine così compromessa è difficile senza offrire al futuro sfruttatore un ruolo da vittima.
Un inizio che è uno sfoggio anche eccessivo di padronanza della macchina da presa (la doppia retro-zoomata con contro-carrellata che apre il flashback) fa temere il peggio, poi Yip smette i panni di Andrew Lau, abbandona i vezzi tecnici e si dà un contegno da artigiano, rimettendo la storia sui giusti binari. Lo stile semplice, privo di fronzoli, realistico che si intravede a lunghi tratti è il miglior modo di inquadrare senza imbarazzi interpreti e location.

Note:
1. E con lui i suoi inseparabili amici Tim, Prepuce e Wrinkles (ma i nomi originali che fine hanno fatto?), ma non Chan Ho Nam. Qualche errore di continuity - Banana Skin entra solo nel secondo episodio - e qualche mancanza - il fratello di Jerry Lamb - sono dovuti probabilmente all'impossibilità di avere tutti gli attori originali.

Hong Kong, 2000
Regia: Raymond Yip
Soggetto / Sceneggiatura: Manfred Wong
Cast: Jordan Chan, Gigi Leung, Jason Chu, Michael Tse, Jerry Lamb

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