"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Thou Shall not Commit

Thou Shall not CommitUn poliziotto pensa che la moglie lo tradisca con il suo inseparabile collega, un aspirante cuoco è innamorato di una scrittrice che frequenta il bar dove lui lavora, un'insegnante di danza è tormentata dai sensi di colpa nei confronti del defunto marito, un filantropo adotta un giovane detenuto dopo il suo rilascio. Queste le storie che in Thou Shall not Commit si intrecciano continuamente, con i personaggi che interagiscono tra di loro per risolvere un mistero impalpabile. La storia comincia con un colpo di scena, apparentemente inspiegabile, poi prosegue nel segno della linearità, iniziando a svelare trama e ordito dell'intreccio, ricorrendo a continui flashback, narrati in prima persona da chi sta in quel momento ricordando per colmare le lacune e coinvolgere lo spettatore.
Thou Shall not Commit, che in superficie può essere scambiato - fuorviati dall'astuta locandina - per un film di tensione, rivela ben presto l'inconsistenza di una trama gialla appena accennata e le velleità del dramma a tinte forti. La sceneggiatura, opera dello stesso Chan Gin Tak, è fin troppo contorta. Il regista paga sin dal principio l'intenzione di non voler a nessuno costo svelare le sue carte, perdendo l'attenzione del pubblico, annoiato dai colpi di scena poco concreti. Sulla carta il climax emotivo è ben congegnato, con il graduale aumento di dati per completare il mosaico, ma alla prova dei fatti la messa in scena risulta piatta e fastidiosamente monocorde. Colpa anche del cast, a disagio e tutt'altro che stellare. Anthony Wong è la controfigura di se stesso e partecipa svogliato all'ennesimo sacrificio del suo grande talento. Maggie Cheung Hoh Yee, importata dalla televisione, non fa altro che apparire stralunata. Altrettanto fuori luogo, e capace di un'unica espressione, il vero protagonista, il poco noto Lee Wing Ho, io narrante che lega con le sue disavventure tutti gli eventi della pellicola. Qualche sussulto lo si ha nel momento in cui si intuisce, a circa metà dell'opera, in che direzione si vuole andare a parare. Vendetta (complicata) e incesto sono temi sufficientemente scabrosi per incuriosire; ma digerito il presunto scandalo si torna a sperare in una chiusura veloce del dramma consumato. L'estrema povertà della produzione, che non consente sprechi di nessun genere, rende sconsolatamente triste il risultato finale.

Hong Kong, 2001
Regia: Chan Gin Tak
Soggetto / Sceneggiatura: Chan Gin Tak
Cast: Lee Wing Ho, Anthony Wong, Maggie Cheung Hoh Yee, Michael Tong, Anita Chan

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