Three of a Kind

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Three of a KindLa tanto attesa joint venture tra tre grossi calibri del cinema comico di Hong Kong non produce i risultati sperati. Michael Hui torna a far danni diretto da Joe Ma e con una sua possibile erede demenziale, Miriam Yeung, a fargli da spalla. La montagna partorisce un topolino: e forse non è un caso che a brillare e rubare, per la seconda volta dopo Fantasia, l'anima al maestro Hui sia ancora lo stralunato Lau Ching-wan, unico che pare divertirsi per davvero senza prendersi sul serio. Solo che stavolta il punto di vista della camera non lo aiuta, Ma e la sceneggiatura - una provocazione: a queste otto mani corrispondono meno di quattro cervelli; qualcuno, chissà chi del gruppetto, è assente ingiustificato - abbandonano Lau costretti e puntare i riflettori su padre scrittore e figlia impiegata innamorata. Noblesse oblige e potenza del contratto, con un risultato banale a smentire tutti, compresi gli spettatori paganti, buggerati con merito se si accontentano della parodia dei bei tempi che furono (le arti marziali applicate alla letteratura seriale, niente meno che Jin Yong impersonato da uno sconsiderato qualsiasi) senza lamentarsi per la scontata messinscena, per la recitazione approssimativa, per le gag mal riciclate.
Per estensione, Three of a Kind non è quel che vorrebbe essere: non è privo di coerenza logica, non è sconclusionato né bizzarro. Non assume una posizione di scanzonata e provocatoria rottura rispetto alla tradizione, neanche superficialmente. E' l'esatto contrario degli intenti: integrato e puntigliosamente attento ad ogni aspetto commerciale che permetta di vendere l'immagine di tra carriere in bilico tra il baratro dell'oblìo e il sovradimensionamento. Il blockbuster a misura d'uomo è dunque merce di scambio valutabile, a scelta, secondo la meritocrazia del dollaro hongkonghese, e allora, incassi alla mano, il riscontro è positivo, oppure come mistificazione di un concetto generale, il saper far ridere, che in precedenza le tre sopracitate filmografie avevano ben presente. Il quarto incomodo, giova ripeterlo, è al pari dello sguardo della platea l'unico mattatore.

Hong Kong, 2004
Regia: Joe Ma
Soggetto / Sceneggiatura: Matt Chow, Joe Ma, Sunny Chan, Lung Man Hong
Cast: Michael Hui, Miriam Yeung, Lau Ching-wan, Elaine Kam, Hui Siu-hung

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