"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Till Death Do We Scare

Till Death Do We ScarePer risollevare il morale a terra della vedova, tre spettri dispettosi e furbetti, tutti morti prima di consumare il matrimonio con la bella e sfortunata Irene, cercano un partito ideale per la donna. Prescelto senza troppe esitazioni il conduttore radiofonico Bruce - il cui programma Scary Ghost Stories non è propriamente un successo -, aiutato dai tre defunti nella pratica del corteggiamento. In mezzo si mettono però un altro spirito, subdolo e in attesa di reincarnazione (ambisce al corpo di Bruce), e l'amico / collega dello speaker, il pasticcione Bibot Tam: ne scaturiranno guai a non finire, in particolare durante un movimentato ghost festival nell'Haunted Island.
Till Death Do We Scare è il tipico prodotto medio (alto) della Cinema City: confezione curata, quasi patinata; volti simpatici e riconoscibili; umorismo per tutti non troppo sofisticato, tra pochade e surrealismo piccolo borghese; tradizioni tematiche rispettate e continuità con il passato. A questi ingredienti fissi i produttori Karl Maka e Dean Shek aggiungono come surplus gli effetti speciali e il make up di Tom Savini e la colonna sonora brillante e ricca - che spazia dal bebop scanzonato al progressive - di Phil Chan. Successo annunciato, ampiamento previsto, pronostico rispettato dal pubblico amico. Classico esempio di horror a base di fantasmi che trascolora nella commedia folkloristica: si ride, insomma, e ci si spaventa poco. Ma è giusto così, la formula funziona, gli attori - particolarmente bene il trio di morti viventi - si soccorrono a vicenda con sketches e battute in un gioco corale che diverte e avvince (memorabile lo scontro tra Eric Tsang e una sedia). Fanno sorridere gli effetti speciali di Savini, volutamente sopra le righe e pensati come esagerazione cartoonesca, ma si deve tener conto che l'intento primario è intrattenere, non impaurire. Non essenziale, ma pur sempre piacevole, Till Death Do We Scare rappresenta un certo tipo di cinema che unisce brivido e grottesco e che a vent'anni di distanza continua a impazzare e a mietere lauti incassi.

Hong Kong, 1982
Regia: Lau Kar Wing
Soggetto / Sceneggiatura: Raymond Wong, Clifton Ko
Cast: Alan Tam, Olivia Cheng, David Chiang, Wong Ching, Raymond Wong

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