"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Till the End of Time

Till the End of TimeRemake di un vecchio successo in cantonese del 1954, Love in Penang, Till the End of Time è uno dei mélo mandarini più significativi degli anni sessanta. Questo dramma (quasi musicale) è anche il testamento del grande regista Chun Kim, passato alla corte degli Shaw nel 1965 e morto suicida quattro anni più tardi. A una storia semplicissima fa da contraltare una regia sontuosa. Lui, ricco, ama lei, povera, e pur di sposarla si fa ripudiare dal padre, uomo all'antica e tutto d'un pezzo. Tutto andrebbe bene se lui, pianista e compositore, non si ammalasse e rischiasse di diventare cieco; nel frattempo la moglie, ex cantante di cabaret e neo-mamma, torna a calcare il palcoscenico per mantenere la famiglia in crisi economica, ma al suo successo corrisponde la depressione e la graduale decadenza del marito.
Senza troppe pretese se non un mero intento commerciale che preveda commozione garantita, canzoni struggenti e facile presa, Chun Kim, che aveva in mente la versione orientale di Perdutamente di Jean Negulesco, inscena in un solo colpo il wenyipian (ossia il melodramma dove si incontrano raffinatezza e popolarità) tipico, con tutti i topoi del genere. Il maschio innamorato, colto, di estrazione sociale alta, è il classico gentleman (shaoye) la cui sostanziale debolezza (prima sentimentale e poi fisica) porta a una riflessione sociologica sul dominio della figura femminile. Peter Chen, uno dei volti più amati dal pubblico del mélo, è abituato a questi ruoli, ed è efficace come sempre. Si vede però rubare la scena dalla bellezza e dalla grazie della debuttante Jenny Hu, cinese di origine tedesca, che pur non interpretando le canzoni in prima persona - è doppiata dalla famosa cantante Jing Ting - lascia il segno per il primo successo di una carriera luminosa. In un melodramma sotto molti punti di vista prevedibile, colpisce soprattutto l'eleganza di una messinscena che, insistendo su scene, costumi e luci, sfrutta il gran lavoro del regista, che a una carrellata alterna un primo piano e poi una zoomata improvvisa. Creativo ma mai sopra le righe, Chun Kim firma un capolavoro sottovoce, razionale ed esplicito nei contenuti ma pacato e contenuto nei toni, come il dolce dolore che progressivamente trasmette. Grandissimo successo di pubblico, Till the End of Time porta a casa un Golden Horse per le splendide musiche di Joseph Koo e la menzione d'onore tra i migliori film drammatici (non musicali) dell'anno.

Hong Kong, 1966
Regia: Chun Kim
Soggetto / Sceneggiatura: Chun Kim
Cast: Peter Chen, Jenny Hu, Paul Chang, Lily Ho, Li Ying

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