"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Tiramisu

TiramisuDante Lam fa costanti passi avanti nella modernizzazione del suo stile e nel progressivo adattamento del suo lavoro ai gusti del pubblico. Dopo l'apprendistato a base di squadre speciali e missioni impossibili sotto l'ala protettiva del collega e amico Gordon Chan, Lam volta pagina, puntando ancora al romanzo d'amore giovanile. Una completa riconfigurazione del proprio stile per accontentare la richiesta del mercato. Nello specifico, Tiramisu è costruito per essere acquistato a scatola chiusa nell'anno in cui il melodramma strappalacrime (quanto basta) torna prepotentemente in auge: conscio dei limiti di un genere già percorso in lungo e in largo dal cinema di Hong Kong, il regista, anche autore del soggetto, non lesina aggiunte fantastiche che occhieggiano al thriller soprannaturale (come Inner Senses e Il sesto senso) e spinge il pedale su un autorialismo non snob che guarda ai recenti lavori di Riley Yip e di Hai Chung Man.
Corsi e ricorsi sono suggeriti anche e soprattutto da un cast di giovanissimi in prepotente ascesa: Nicholas Tse ha l'onore del ruolo principale; accanto a lui la diva del momento, Karena Lam. La storia d'amore tra i due ragazzi è un cliché reiterato, fatto di sguardi maliziosi e parole non pronunciate per timore di rovinare i momenti cruciali: sarebbe tutto perfetto se non fosse che lei è incappata in un tragico incidente e si ripresenta sotto spoglie fantasmagoriche. Seguono a ruota il dramma di un sentimento inesplicabile e impossibile e un desiderio da realizzare (portare le amiche a vincere un importante concorso di danza) a costo di ogni sacrificio. Accanto ai due protagonisti si mette in mostra Eason Chan, stralunato e simpatico come sempre, a cui il ruolo di solida spalla comincia a stare stretto. Candy Lo provvede con il suo viso duro, vissuto, a dare concretezza all'insieme.
Dante Lam si muove proprio bene tra carrelli in movimento e primi piani, e i continui cambi di scenario non possono che stimolare lo spettatore. Perdoniamo subito il solito abuso di grafica digitale, ingiustificata, anche perché Lam ci concede una splendida sequenza onirica, poco ortodossa ma molto affascinante. Perdoniamo anche qualche volo pindarico che rischia di rendere inconcludente la sceneggiatura, tanto l'eleganza formale e l'ottima recitazione (forse fin troppo caricata ed eccessivamente lacrimosa) rattoppano quando serve. Perdoniamo anche un certo autocompiacimento nello svolgimento di un compito così importante - il film si porta dietro discrete attese commerciali, bene o male soddisfatte -, visto che la colonna sonora è a dir poco eccellente. Eppure qualcosa paradossalmente stona: forse il fatto che tutto è calcolato con eccessiva razionalità. Perdonarne i difetti veniali sarebbe una soddisfazione se solo Tiramisu (il titolo deriva dal famoso dolce nostrano, di cui si spiegano origine e mitologia) fosse meno asettico e più coinvolgente.

Hong Kong, 2002
Regia: Dante Lam
Soggetto: Dante Lam
Sceneggiatura: Chan Man Yau, Lee Lok Wah
Cast: Nicholas Tse, Karena Lam, Eason Chan, Candy Lo, Vincent Kok

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