Too Late for Love

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Too Late for LoveA Kunming, nella provincia dello Yunnan, Sufan è una ragazza molto mite e di salute cagionevole, con la mamma morta e sempre rimpianta, il papà generale costantemente in viaggio, e una matrigna che non le vuole lo stesso bene che vuole ai propri figli. Guoliang è un giovane molto tranquillo e dolce, senza più il papà ma con una madre gelosissima, capricciosa e possessiva. Sufan e Guoliang vengono messi insieme da una matchmaker, ma contrariamente a quello che accade in tanti matrimoni organizzati dalle famiglie, da subito provano grandissimo piacere a stare insieme, tutti e due timidi e bisognosi di aprirsi all'altro. Il corredo di Sufan però, preparato dalla matrigna, è troppo misero, e durante la cerimonia la ragazza a quanto pare non s'inchina abbastanza di fronte alla suocera, la quale per queste e per decine di altre cose insignificanti, prende a detestarla e a farla sentire di troppo, confinandola sempre di più nella sua stanza, dove Sufan scrive lunghe lettere a Guoliang, purtroppo richiamato sul fronte per le vicende di guerra. Quando Sufan si ammala, la madre di Guoliang per risparmiare si ostina a non voler chiamare un dottore, discutendo violentemente con la balia di Sufan, al punto da cacciarla di casa. È solo l'inizio di una serie di bruttissimi avventimenti...
Bisogna premettere al discorso su Too Late for Love un'osservazione che riguarda le produzioni dei fratelli Shaw: i loro film trasudano cattiveria, malizia, ipocrisia, acredine e cinismo spesso misogino, sopratutto nelle pellicole anni settanta e ottanta. Nei melodrammi a volte la perfidia monta tragedie spietate contro i personaggi, lasciando chi guarda amareggiato e prosciugato. Detto questo, Too Late for Love è uno degli esempi più lampanti di questo voler colpire in negativo l'immaginazione: nella trama non c'è niente che vada per il verso giusto, tutto precipita verso il peggio in un modo distruttivo e gratuito, tenendo conto che nei drammi mandarini, ed è questa una delle grandi differenze rispetto ai drammi cantonesi, la lealtà e la giustizia non possono assolutamente nulla, per cui la tragedia invece di liberare le reazioni istintive dei personaggi, li avvolge in un involucro sinistro e sempre più soffocante, rendendoli impotenti e frustrati. Intrappolata in tutto ciò, Ivy Ling-po è brava da mozzare il fiato, disperata, silenziosa e tenace, dimentica della propria bellezza, totalmente dentro la rappresentazione drammatica, e lo stesso sempre luminosa e attraente, capace di sguardi sconvolgenti e inchiodanti, emanante un fascino stranissimo e ammaliante, raramente riscontrabile in altre attrici. Guan Shan, sempre inevitabilmente nel solito ruolo di ragazzo debole e inesperto (la sua confessione di non aver trovato un libro che insegni come prendersi cura di una moglie va presa quasi come un vezzo del suo personaggio), sembra trovarsi più a suo agio con Ivy Ling-po che non, per esempio, con Linda Lin Dai (The Blue and the Black) o Li Ting (Rose, Be my Love), e sembra anche essere sinceramente un bravissimo attore, con le sue collere intense e inconsolabili contro gli adulti glaciali. Tra questi adulti, Ouyang Shafei nel ruolo della madre di lui, ha ricevuto meritatamente un Golden Horse come miglior attrice non protagonista (e quello come migliore attrice è andato ad Ivy Ling-po): i suoi sguardi trasudano odio puro, malignità irrecuperabile, complice un montaggio freddo e spezzetato. La regia di Too Late for Love è molto incisiva, e se all'inizio tutto quel girovagare fluttuante della macchina da presa dà fastidio ed è quasi ridicolo, man mano che il film va avanti, tra soggettive catalizzatrici e zoom azzeccatissimi (nelle scene di battaglia), con quel paio di scene raggelanti ben assestate (l'incubo di Sufan, la scoperta della sua stanza svuotata, il gas viola nella trincea e poi tutta la parte con i due treni, e i petali di rosa che si staccano dal fiore e cadono), la narrazione diventa coinvolgente, pur sempre nel suo linguaggio agghiacciante. Le scene di guerra possono non piacere per gusto personale, ma sono fatte indubbiamente benissimo (anche se sono riconoscibili un paio di manichini a fare numero, ma queste sono quisquilie, come quando all'inizio del film un bottone della giacca del generale scintilla per cinque minuti buoni nell'occhio della cinepresa senza che nessuno si sia preoccupato di rifare la scena, o come quando, fluttua che ti fluttua, nelle scene iniziali in interni c'è sempre veramente troppo soffitto). E alla fine c'è da dire che in Too Late for Love non succede quasi niente, ma quel poco che succede è mostrato in un modo che raggira e finisce col far cadere il pubblico nella morsa della brutta, bruttissima solitudine psicopatica e sotterranea della quale è preda il personaggio di Ivy Ling-po, purissimo e testardo, silenziosamente.

Hong Kong, 1966
Regia: Law Chun
Soggetto / Sceneggiatura: Law Chun
Cast: Ivy Ling Po, Guan Shan, Ouyang Shafei, Ching Miao

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