"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Troublesome Night

Troublesome Night«Credete ai fantasmi?», chiede in apertura il becchino Peter Prat. Domanda plausbile sarebbe: siete interessati all'ennesima storia di fantasmi cinesi a episodi, per di più neanche troppo originale? Riguardo Troublesome Night del trio Herman Yau, Tam Long Cheong e Steve Cheng il vero interrogativo è però un altro: chi avrebbe potuto pronosticare che successo limitato e scarsa qualità avrebbero dato il via a una serie interminabile tra seguiti e cloni? Il film è il solito horror episodico che mescola tradizioni popolari, leggende metropolitane e superstizioni religiose. L'unica risposta possibile è che la serie è un costante work in progress, un continuo adattarsi, senza spendere un centesimo di troppo, ai gusti e ai trend del momento. Priva di personalità propria, la pellicola si plasma sulla volontà popolare: la proliferazione selvaggia porta poi ad un assorbimento continuo, costante e graduale.
Le quattro storie sono la quintessenza del déjà-vu cinematografico. Stesse fonti - la serie televisiva Ai confini della realtà, gli horror comici di Ricky Lau, i racconti del mistero di Robert Bloch e Richard Matheson -, e addirittura stessi volti: Helena Law, Simon Loui, Louis Koo, Frankie Ng. Fattore vincente è piuttosto la produzione di Nam Yin, che scrittura tre abili registi, uno affermato (Yau), uno in lieve calo (Tam) e uno in forte ascesa (Cheng), e che alle loro mani affida i volti emergenti della nuova generazione cantonese. Soldi pochi, idee idem: va segnalata però la voglia di stupire con la semplicità delle piccole cose. Yau da sempre lavora bene in queste condizioni, Cheng potrebbe essere il suo degno erede, Tam si adatta con classe. Ne derivano quattro storie di (stra)ordinaria follia, tra frizzi e lazzi, comicità bassa e momenti di tensione discretamente orchestrati. La struttura risente della schematicità degli spezzoni, dispari anche per durata e importanza. Con così pochi elementi spicca solo il lavoro sul testo, con continui riferimenti metacinematografici. Poche le risate, meno ancora le emozioni.

Hong Kong, 1997
Regia: Herman Yau, Tam Long Cheong, Steve Cheng
Soggetto / Sceneggiatura: 
Cast: Simon Loui, Louis Koo, Allen Ting, Jason Chu, Ada Choi

Free Joomla templates by L.THEME