"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Troublesome Night 5

Troublesome Night 5Il vero mistero è a monte: come fa a non morire la serie Troublesome Night? Propone con costanza e pazienza, più o meno ogni tre / quattro mesi, le stesse storie, gli stessi attori, gli stessi personaggi, le stesse situazioni. Certo questi film costano pochissimo e in proporzione rendono molto, ma quanto a lungo ancora Nam Yin riuscirà a spremere il limone? In questo quinto episodio beneficia dell'onda lunga positiva delle due piacevoli eccezioni Troublesome Night 3 e Troublesome Night 4. Il pubblico evidentemente dà fiducia a produttore e regista dopo due tentativi riusciti.
Ancora storie e spezzoni ricuciti in maniera finto-casuale. Louis Koo, tassista squattrinato e giocatore sfortunato, si affida a un fantasma nella cui abitazione maledetta è andato a vivere. Simon Loui, anche lui tassista, prima incontra una serie di spettri e poi, cambiato mestiere, recluta i vecchi compagni e apre un'agenzia di sicurezza. Compito arduo sarà il turno di notte in un palazzo - guarda caso lo stesso dove si erano trasferiti qualche decade prima Koo e famiglia - infestato dallo spettro di una vecchia donna.
Effetti speciali miseri, nessun brivido, realizzazione di scarso livello. Stupisce semmai che stavolta neanche Herman Yau sia riuscito a rattoppare con il mestiere alla povertà di sceneggiatura e recitazione: non sempre riescono i miracoli... Forse si è passato il limite: come si riesca a girare in simili condizioni di precarietà è davvero un evento inspiegabile. La fiducia dello spettatore appassionato di horror e ghost stories è mal ripagata, soprattutto quando il salto temporale prevede che i protagonisti risultino invecchiati. Oltre il grotteso, oltre il ridicolo - involontariamente divertenti alcuni svarioni tecnici, come il make-up grossolano di Koo o l'assurda parrucca di Frankie Ng -, ma anche oltre la sopportazione. L'unico espediente è la macchina fissa, primissimo piano dell'attore che parla, con luce intensa diretta in faccia, quindi un rapido controcampo a svelare il colpo di scena. Trucchi vecchi come il mondo, assolutamente non funzionali, per un horror che regala una sola situazione curiosa - il trio di guardiani notturni, versione comica dei colleghi di The Imp di Dennis Yu -, un numero imprecisato di clichés - povera Helena Law, costretta allo stesso personaggio ad infinitum! - e una quantità incalcolabile di sbadigli.

Hong Kong, 1999
Regia: Herman Yau
Soggetto / Sceneggiatura: Chang Gwok Tse, Kenneth Lau
Cast: Louis Koo, Simon Loui, Helena Law, Wayne Lai, Frankie Ng

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