"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Troublesome Night 6

Troublesome Night 6Omicidi cruenti sconvolgono la redazione di una rivista scandalistica. Quattro reporter sono assassinati, trafitti da un ombrello rosso. L'ispettore Chak non ha piste da seguire, se non una sottile traccia che porta a una modella defunta e al suo amante. Quest'ultimo è, come una delle precedenti vittime e come lo stesso Chak, afflitto da una strana infezione alla pelle. I ricordi dell'ispettore, che teme di essere l'ultimo nome su una lista di cadaveri, lo portano a indagare sulla vita della modella, morta suicida, e a riportare a galla il proprio passato di ex alcolista.
Al sesto appuntamento Troublesome Night cambia qualche carta in tavola. Nam Yin, produttore, passa anche a sceneggiare, alla regia viene confermato Herman Yau: abbandonata la tipica struttura a episodi, Troublesome Night 6 tenta la strada dell'horror a senso unico, con un fantasma vendicativo protagonista. Uno spettro femminile, con i capelli a coprirle il viso, memore della lezione di Ring, richiamato in più circostanze (le fotografie sfocate, i flashback) e cinesizzato. Più intrigante perché più lineare, il film non si stacca dalle tradizioni spiritiche autoctone - il fantasma veste di rosso, le superstizioni sono le stesse di sempre - e non propone un modello convincente di brivido, riciclando, non più in chiave ironica, gli stessi clichés del genere. Interessante la critica ai mass media invadenti che con metodi discutibili mettono alla berlina chiunque: la vendetta, un buon movente, va servita fredda. Sempre meno soldi, sempre meno attori - oltre agli immancabili Louis Koo, Simon Loui, Wayne Lai e Helena Law firmano l'atto di presenza Amanda Lee e un'affascinante Gigi Lai -, sempre meno idee, anche se la confezione, merito della solidità di Herman Yau, non è mai scadente.

Hong Kong, 1999
Regia: Herman Yau
Soggetto / Sceneggiatura: Nam Yin
Cast: Louis Koo, Gigi Lai, Simon Loui, Amanda Lee, Wayne Lai

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