"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

True Colours

True ColoursDa buon estimatore di Kirk Wong attendevo da un bel pò l'occasione propizia per gustarmi la visione di questo suo lavoro appartenente al periodo d'oro del cinema hongkonghese. True Colours infatti è datato 1986, anno della svolta grazie al successo di A Better Tomorrow e con il film diretto da John Woo condivide anche un'altro elemento: il protagonista, cioè il redivivo Ti Lung.
Il film si apre nel 1955 con un prologo tutto azione e violenza dove due uomini, Ti Lung e l'amico Raymond Wong, affrontano una gang delle triadi in un vicolo buio e fumoso di Hong Kong. Pur con difficoltà riescono nel doppio intento di sgominare la banda e di sopravvivere ma sono costretti a nascondersi dalle più che temibili vendette del boss nemico. A fare la scelta più delicata è Ti Lung, che decide di lasciare la città ed abbandonare in questo modo anche la sua amata, interpretata da Brigitte Lin. Passati cinque anni si rifà vivo e scopre una realtà molto diversa da come l'aveva lasciata: il suo amico Raymond è diventato un prete (un Ministro di Dio, come recitano i sottotitoli) mentre Brigitte Lin... indovinate di chi è diventata la fidanzata? Del boss del quartiere, naturalmente! Inutile dire che le cose cambieranno radicalmente per tutti ed il sangue versato sarà perlomeno proporzionale alle incongruenze ed assurdità della sceneggiatura.
Sì perchè, pur amando Kirk Wong e certo suo cinema precedente (il fondamentale The Club) e successivo (lo straordinario Organized Crime & Triad Bureau e l'interessante Rock'n Roll Cop, entrambi con Anthony Wong), non posso non arrendermi di fronte a scene come quella del prete che si toglie la tunica per indossare l'impermeabile ed impugnare con nonchalance la pistola, ad uno script che fa acqua da tutte le parti (dialoghi spesso imbarazzanti, situazioni che si susseguono senza un filo logico, personaggi messi lì solo per fare numero..) e ad una regia che non mantiene le promesse.
Ed anche gli attori, purtroppo, non migliorano di molto le cose: Raymond Wong sembra un gangster quanto Anthony Wong una suora, Brigitte Lin a fare la fidanzatina non è credibile ed infatti questa non si può certo cosiderare una delle sue prove d'attrice migliore (nello stesso anno dà ben altra prova di sè nel capolavoro Peking Opera Blues di Tsui Hark e nel bello e particolare Dream Lovers di Tony Au), mentre Ti Lung è forse l'unico che porta avanti la baracca con la sua consueta professionalità, anche se la sua interpretazione nel coetaneo dittico del domani migliore di John Woo è decisamente di un altro livello.
Credo che la questione debba essere vista sotto quest'ottica: preso a sè il film è tutt'altro che riuscito ma si lascia guardare ed almeno in un paio di scene tocca le corde giuste (vedi il finale, effettivamente toccante, nel quale Ti Lung finge di essere un codardo per non immolarsi come un eroe e diventare un mito per una miriade di ragazzi che non aspettano altro che seguire le sue orme criminali ed illegali); la sua più grande sfortuna è di capitare in un periodo nel quale molti altri film trattano tematiche simili e lo fanno decisamente meglio. Se ne avete la possibilità, infatti, provate a confrontare questo True Colours con il di poco successivo My Heart Is that Eternal Rose di Patrick Tam: soggetto piuttosto simile, ma una messa in scena, una cura dei particolari, una classe decisamente superiori.

Hong Kong, 1986
Regia: Kirk Wong
Soggetto / Sceneggiatura: Raymond Wong
Cast: Ti Lung, Raymond Wong, Brigitte Lin, Gary Lam, Wang Hsieh

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