Turn Left, Turn Right

Scritto da Stefano Locati. Postato in FILM

Turn Left, Turn Right Il gioco del caso, portato alle estreme conseguenze. Possono due persone che vivono uno accanto all'altra, che hanno gli stessi interessi, che conducono simili esistenze solitarie - di più - che sembrano fatti l'uno per l'altra, possono non essersi mai incontrate? E ancora: dopo essersi incrociate un giorno, al parco, ed essersi scambiati i numeri di telefono, è possibile che entrambi i foglietti si bagnino irrimediabilmente, dopo un terribile acquazzone, facendo scolorire l'inchiostro? John Liu, violinista sfortunato ridotto a suonare in un ristorante, ed Eve Choi, traduttrice innamorata della poesia, ma costretta a lavorare su insipidi romanzi horror, continueranno a vivere vite identiche. Frequentano gli stessi luoghi, vivono le stesse esperienze, hanno quasi gli stessi pensieri - ma asincronicamente, su due piani paralleli, quasi un diavoletto malevolo si impegni a tenerli distanti. Un diavoletto, e la gelosia di chi sta loro intorno: John è perseguitato dalla simpatica (e impicciona) ristoratrice che gli porta a domicilio i pasti quando è a letto con l'influenza; Eve si impelaga in una storia con il dottore che la salva dagli strascichi della stessa influenza. Saranno i due innamorati senza speranza, dal loro privilegiato punto di vista esterno, ad accorgersi delle coincidenze e a manovrare perché continuino ad avvenire...
Tratto da una graphic novel del taiwanese Jimmy Liao, noto per le sue storie poetiche e minimali, accompagnate da delicati disegni dai colori acquarello, Turn Left, Turn Right è il tentativo di Johnnie To e Wai ka-fai di ricreare atmosfere ossimoriche - crepuscolare ma colorato, triste ma spensierato - nella forma di commedia romantica sofisticata. Sforzo produttivo importante (è il primo film in lingua cinese con marchio Warner Bros.), la pellicola è sicuramente avvantaggiata dal punto di vista scenico ed emotivo. Scenografie, costumi e ricostruzioni sono su altissimi livelli, con una cura esasperata per la caratura cromatica dell'immagine. L'alchimia che si crea tra i due protagonisti, inoltre, ha del commovente, muovendo le corde dell'immedesimazione verso due reietti stralunati e per nulla infelici della loro diversità - almeno all'apparenza. Pur essendo i due personaggi del tutto anonimi (meglio caratterizzati e più freschi risultano le spalle - con anche lo spazio per un delizioso cameo di Lam Suet), incarnazioni dell'ideale astratto degli amanti predestinati, la loro credibilità è salvaguardata dalle prove attoriali. Takeshi Kaneshiro e Gigi Leung, di nuovo insieme dai tempi di Tempting Heart (1999), hanno la giusta dose di controllata lunaticità e impacciata spensieratezza, abbastanza da non far storcere il naso per le evidenti, non necessarie, melensaggini.
Le note dolenti arrivano sulla lunga distanza: Turn Left, Turn Right si accartoccia sulle sue buone intenzioni. La sceneggiatura non riesce a uscire dalle paludi della coazione a ripetersi delle coincidenze, con il noioso palleggiare dei rimandi tra i due personaggi che si protrae ad nauseam. Sembra quasi che lo schema elementare attuato nel primo quarto d'ora (il violinista fa una cosa, la traduttrice la fa praticamente uguale, solo in un momento diverso) sia messo in loop, tanto per risparmiare energie. In questo modo tutto il film si riduce a un ottimo cortometraggio sbrodolato e stiracchiato oltre la decenza, con l'aggravante di un finale inutilmente roboante, fuori tema, neanche troppo vagamente irritante. Rimane l'impressione che si tratti di una di quelle storie difficilmente trasferibili su schermo - per questo sarebbe interessante poter leggere una traduzione dell'originale cartaceo.

Hong Kong, 2003
Regia: Johnnie To, Wai Ka-fai
Soggetto / Sceneggiatura: Wai Ka-fai, Yau Nai-hoi, Au Kin Yee, Yip Tin Shing
Cast: Takeshi Kaneshiro, Gigi Leung, Chan Chi Choi, Terri Kwan, Lam Suet

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