"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Visible Secret

Visible SecretUna ragazza che vede gli spiriti con l'occhio sinistro, un ragazzo che è innamorato di lei, uno spettro decapitato in cerca della sua testa. Il ritorno di Ann Hui all'horror con fantasmi, genere che la regista aveva affrontato agli inizi della carriera (The Spooky Bunch, in chiave comica), desta grandi aspettative. Il genere diventa pretesto per raccontare una storia che in primo luogo offre un'interessante panoramica della città notturna: Hong Kong, svuotata e deserta, quasi mistica, in questo ritratto sembra godere di una sua anima oscura. Grande cura di ambienti e scenografie, fotografia brillante, regia all'altezza. Se la tecnica è cristallina, mancano piuttosto i contenuti: l'esercizio di stile si rivela vacuo esperimento, sostanzialmente futile, esigente solo nell'indagare gli animi inquieti dei due giovani protagonisti ultra-cool (Shu Qi dark lady e Eason Chan sempre atteggiato; il resto del cast è sprecato malamente). Passano in secondo piano i contrasti tra tradizioni popolari, credenze e razionalità, partecipazione emotiva e la credibilità degli elementi soprannaturali (anche se la prima scena, con Anthony Wong protagonista, è intrigante). Demistificazione di santoni e superstizioni e sintomo di una crisi spirituale insanabile, Visible Secret non critica il principio ispiratore della fede, ma i suoi artefici (anche i cialtroni possono fare del bene?). Mancano veemenza, coerenza e una sceneggiatura capace di spaventare o di creare tensioni emotive. Nella circostanza, l'autorialità insistita diventa peccato imperdonabile.

Hong Kong, 2001
Regia: Ann Hui
Soggetto / Sceneggiatura: Abe Gwong
Cast: Eason Chan, Shu Qi, Sam Lee, James Wong, Kara Hui

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