Waste Not Our Youth

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Waste Not Our YouthWei-ping, teenager ricchissima, va a scuola senza eccellere, passa il tempo libero a fare feste e scampagnate con gli amici, e a ogni minimo problema si esibisce in bizze da bambinetta viziata. La mamma le da' sempre ragione, il papà la vorrebbe invece più responsabile e si agita, s'infuria e si dispera tutte le volte che Wei-ping esce, magari restando fuori la notte senza avvertire. Il domestico più anziano della famiglia ha anche lui un figlio della stessa età di Wei-ping, Sai-git, molto più studioso e serio, e tra questo figlio e Wei-ping spesso scoppiano liti furiose con oggetti spaccati e parole cattive. Ogni tanto Sai-git viene mandato in gita con Wei-ping come sostituto dell'autista, ma non può controllarla più di tanto perché lei lo tratta con arroganza, e anche perché tutti i ragazzi e le ragazze della comitiva sono molto più ricchi di lui, e non gli rimane allora altro da fare che starsene per conto proprio. C'è da dire inoltre che Wei-ping a scuola ha un amico che le sta dietro, Yo-sang, ragazzotto belloccio, senza particolare fascino ma con un padre deciso a tutto pur di farlo sposare con Wei-ping e mettere così le mani su tutti i suoi soldi. Tale macchinazione viene messa capricciosamente in pericolo il giorno in cui Wei-ping dopo un ennesimo momento d'ira contro Sai-git, passato lo scatto, va a scusarsi facendogli un regalo. Felicissimo, Sai-git incomincia ad andare a prenderla a scuola tutti i giorni, l'amica cicciona di Wei-ping fa del sarcasmo dicendo che lei ormai ha occhi solo per "Handsome boy", e secondo il padre di Yo-sang urge un piano per eliminare il servetto e mettere Wei-ping in condizione di essere costretta a sposare Yo-sang. Per fare in modo che questo accada, la procedura da seguire può essere solo una, e invasiva: un giorno mentre va come sempre a riprendere Wei-ping, Sai-git viene bloccato da dei tizi in vespa muniti di coltelli. Intanto davanti a scuola Yo-sang offre un passaggio a Wei-ping, invitandola a mangiare a casa sua...
1967: in piena contestazione dell'autorità tradizionale imposta dalla famiglia, Ng Dan firma con Waste Not Our Youth un film che non è un esempio isolato e nemmeno originale, ma è sicuramente uno dei migliori della fine degli anni sessanta. Realizzato con fantasia, senza gli eccessi visionari per esempio di un Chan Wan (il cui A Glamorous Christmas Night dello stesso anno, sembra riprendere alcune scene particolarmente dure quasi interamente, se possibile in modo anche più terribile, ma senza riuscire ad eguagliarne l'intensità), Waste Not Our Youth vuole dimostrare che spesso gli anni migliori dei figli vengono buttati via proprio per colpa delle idee malsane dei genitori. Il padre di Sai-git, fin troppo consapevole della propria posizione di domestico, cerca di impedire al figlio di comportarsi spontaneamente con la figlia del padrone. Il padre di Wei-ping la rimprovera durissimamente per un ritardo facendole capire di non avere fiducia in lei e indirettamente provocandone la rovina, quando Wei-ping ferita, confusa e con i vestiti strappati non tornerà a casa per timore che il padre la prenda per una poco di buono. Il padre di Yo-sang infine, il più viscido della situazione, non solo non crede nel figlio che considera un rammollito al punto da pensare che l'unico modo di avvicinarlo a Wei-ping sia un qualche traffico disonesto, ma lo istiga anche, letteralmente, allo stupro, provocando nel ragazzo sensi di colpa e di inferiorità che non si saneranno probabilmente mai più. I giovani protagonisti dal canto loro sono sognanti, sicuramente impacciati di fronte alle prime cotte, senz'altro impulsivi nel non saper dominare gli istinti; però sono di sicuro più puliti dei genitori, sembra urlare Ng Dan al pubblico, e nel farlo ha avuto la fortuna di trattare con degli attori in stato di grazia. Connie Chan prima di tutto, capace tanto di faccette da ragazzina timida e sospironi languidi al chiaro di luna (anche in questo film infatti c'è il tormentone, adorabile, della canzone in pigiama cominciata dalla protagonista femminile, e finita da quello maschile), quanto di dimenarsi indiavolata e prendere a calci e pugni con tanto di coreografie un intero ospedale. Lui Kei col broncio da ragazzo povero è praticamente tutt'uno col personaggio, fiero, serio e passionale, con le sue canottiere bianche smaglianti e le sue magliettine già da hongkonghese lavoratore saggio, e soprattutto con quella insuperabile capacità di apparire leggero e come fatto di gomma anche nelle scene più cruente, dove chiunque altro sarebbe legnoso (Tam Bing-man per esempio lo è, anche se gli torna utile per il personaggio). C'è un momento in cui Lui Kei deve correre a più non posso giù da una collina per salvare Connie Chan. Ma, ecco, elastico, lui al posto di correre si getta dalla collina con grandi slanci all'indietro per poi catapultarsi in salti e capriole che lo schizzano in avanti, esattamente come se rimbalzasse! I movimenti di macchina, ampi e perfettamente scorrevoli tra i vari set (molti all'aperto ma alcuni, visivamente splendidi, anche in studio), sottolineano e circondano alla perfezione gli impulsi ribelli dei personaggi giovani (mozzafiato la scena in cui Lui Kei mentre cerca Connie Chan scappata di casa, si incontra per strada, su una salitella, con Tam Bing-man: la macchina da presa gira loro intorno, lentamente e rimanendone alla larga, e loro si scrutano come due cani, Lui Kei furioso e disgustato, Tam Bing-man completamente impietrito, rabbioso perché consapevole di come appare agli occhi di Lui Kei). Waste Not Our Youth è un film che fa epoca e andrebbe assolutamente recuperato, visto, imparato a memoria, e completato con tutti gli altri film del periodo, che simili, migliori o peggiori, non fanno che continuare la storia delle persone giovani che provano a vivere meglio dei genitori, magari senza soldi, ma con più amore per la vita.

Hong Kong, 1967
Regia: Ng Dan
Soggetto / Sceneggiatura: Poon Bo Wa
Cast: Connie Chan, Lui Kei, Tam Bing Man, Lydia Shum, Lok Gung

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