"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Web of Deception

Web of DeceptionJane Lin, avvocato in carriera, sta per emigrare in Canada, quando riceve una lettera minatoria, naturalmente anonima. Spaventata, racconta tutto a Pauline, la segretaria di fiducia, e corre in banca a ritirare una grossa somma di denaro da nascondere in casa, per sicurezza, in caso di fuga improvvisa. Una sera però entra una ladra, convinta che Jane sia ad una festa. In una colluttazione al buio una delle due avrà la peggio, e i guai sono appena cominciati!
Prodotto dalla Cinema City in collaborazione con la Film Workshop di Tsui Hark, Web of Deception non si risparmia certo, in quanto a misoginia. Nessuna delle cinque protagoniste infatti appare positivamente, ognuna ha qualcosa da nascondere, qualche paura meschina, qualche mania insana, qualche difetto da donnina di bassa lega o qualche cupidigia corrotta che le rode il cervello. Brigitte Lin, sebbene con la faccia già in decadenza, elegantemente fasciata da tubini perfetti e body rivelatori, riproduce piuttosto bene il prototipo di giovane donna ricca e sciocca (vanesia, sta due ore davanti allo specchio a truccarsi, si crede furba, ma tende a sospettare chi è vestito male e con poco gusto piusttosto che chi è veramente, fin da principio, alquanto doppiogiochista...). La sua imminente migrazione verso il nord America, ha i toni isterici di chi può permettersi di scappare dall'incertezza dell'alba del primo giugno 1997 . Pauline Wong è gelida come sempre, tranne un pianto disperarato in cui scoppia a un certo punto, imprevisto quanto spontaneamente terrorizzato e amareggiato (a dimostrazione che anche le segretarie cattive come lei hanno un cuore!), e il rapporto tra le due donne, boss e segretaria, almeno all'inizio, sembra molto uno spin-off hongkonghese di quello tra Melanie Griffith e Sigourney Weaver, in Una donna in carriera. Elizabeth Lee è chiassosa quanto basta, con quei suoi abitini leopardati che le esacerbano le prominenze addominali, e Joey Wong è pazza, pazza solo come lei sa essere, con due personaggi egregiamente a carico, uno debole e arredevole, e l'altro distintamente malefico e allegramente distruttivo, con quegli occhi fissi e angelici e quella dentatura provocantemente sporgente che le atteggia le labbra in una costante ombra di sorriso perturbante, che razza di squilibrata!
La regia di David Chung avrebbe potuto essere meglio (prima dello slancio finale notturno si perde in lungaggini innecessarie e talvolta un po' risibili), ma nel complesso architetta un thriller sottilmente claustrofobico, con la villa di Brigitte Lin trasformata in un fortino sotto assedio (e quello che le succede comunque le sta bene... con una villa così gigantesca, tutta per lei...), e psicologicamente leggero quanto bacato, nel mettere l'intera situazione in mano a delle donne distinte alle prese con una situazione abbastanza imbarazzante. Niente di speciale, intendiamoci, ma i colori, i vestiti, i trucchi e le pettinature sono ammalianti, al di sopra della media di quegli anni, contribuendo il che aiuta a calarsi nell'atmosfera del film e a sentirsi sulle spine. In più non mancano momenti in bilico tra suspance e curiosità, in cui lo spettatore si chiede se la successiva svolta sarà raccapricciante o brillante, perché in fondo tutto Web of Deception è percorso da una vena umoristica che lo fa facile e allo stesso tempo imprevedibile): l'intera scena di Joey Wong che corre sui tetti è ricca di fascino, anche per la luce cupa e violetta (e il direttore della fotografia è lo stesso regista). Un ralenti su Brigitte Lin che corre ad aprire la porta in cerca di salvezza giunge piacevolmente inatteso e quindi gustoso. Ed è anche ivertente, con toni espliciti da commedia noir, tutto il teatrino della cena avvelenata, con il conseguente balletto di cortesie ipocrite scambiatosi dalle invitate...
Un buon divertissment d'annata insomma, che a dire la verità fa un po' rimpiangere quel gusto andato per il cinema come arte di giocare con le aspettative del pubblico, in modo burlone e disimpegnato.

Hong Kong, 1989
Regia: David Chung
Soggetto / Sceneggiatura: Lui Dut
Cast: Brigitte Lin, Pauline Wong, Joey Wong, Elizabeth Lee, Waise Lee

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