When the Clouds Roll By

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

When the Clouds Roll BySusu sarebbe una ragazza decisamente fortunata perché bella e molto ricca. Purtroppo però ha subìto un trauma e per questo viene tenuta sotto stretta sorveglianza dalla famiglia e da un'equipe di medici. Un giorno, sottraendo la macchina all'autista, fa un giro da sola, mentre con vari blocchi di polizia i genitori la cercano disperatamente. A trovarla sono Yifei, ex compagno di scuola appena tornato da un soggiorno all'estero, e il suo amico dottore Tianfu. I due sono impiegati nello stesso ospedale che ha in cura Susu, e Yifei, orfano ma onesto e lavoratore, è anche promesso sposo di Binbin, figlia del direttore dell'ospedale e anche lei ex compagna di scuola di Susu. Riaccompagnata a casa con gran sollievo di tutti, Susu, pur avendo dichiaratamente paura dei medici, invita i due ragazzi a cena mostrando a tal punto una fiducia istintiva in Yifei, che il direttore dell'ospedale decide di metterglielo vicino come insegnante di inglese, per «stabilizzare le sue emozioni»; Susu infatti non si è accorta di essere malata, perché ha rimosso il motivo della sua temporanea schizofrenia. Con Yifei tutto sembra andare per il meglio: Susu non ha più mal di testa, sorride e ha di nuovo voglia di vivere. Il problema è che nell'indagare nella mente di Susu, Yifei scava anche nella propria, scoprendo realtà che prima, senza Susu, non riusciva né a confessarsi né a razionalizzare. Questo non piace al direttore dell'ospedale e nemmeno a sua figlia Binbin, che torna precipitosamente dal Giappone per ficcare il naso negli affari del fidanzatino...
Classicissimo e artificiosissimo per natura, essendo un dramma psicologico, When the Clouds Roll By non va assolutamente preso come un film verosimile, perché di realismo non c'è ombra e non deve essercene, dato che tutto è concepito artificiosamente, proprio come è il meccanismo di una mente malata. Tratto da un romanzo di Kuo Chih Fen, questo film trae la sua potenza affabulatoria, che è veramente dirompente, dall' interpretazione di Cheng Lee e dalla regia di Doe Chin (Tao Qin in cantonese), maestro di storie certosinamente sfortunate (suoi sono anche The Blue and the Black e il cupissimo Love Without End), così come di musical e commedie (Our Sister Hedy, Les Belles). Cheng Lee, spesso intrappolata in passati dolorosi da strapparsi di dosso (The Forbidden Past) è meravigliosamente fuori dalla realtà, all'inizio intrattabilmente insicura e deliziosa (tutta la scena d'apertura con il ballo folle) e poi intelligente e sempre più donna quando entra in contatto con una persona vera alla quale non interessano i giochetti fantapsicoanalitici imposti dalla famiglia iperprotettiva (anche se purtroppo c'è da dire che Yang Fang nei panni di Yifen, pallido clone del già inconsistente Kelly Lai Chen della scuderia Cathay, non è un mostro di bravura). Le ambientazioni di When the Clouds Roll By sono tutte innaturali e sibilantemente ammalianti, ora tecnicamente (il montaggio strano a inserti, forse hitchcockiani, ma non solo, con cui viene reso quel tratto di strada pieno di crescente tensione, in automobile, all'inizio del film, durante il quale l'attesa per l'imprevisto si fa sospesa tra un passato insignificante e un altrove ancora indefinito), ora naturalmente, servendosi di elementi di scena come il corridoio del manicomio, tutto sommato prevedibile, e i muri macchiati di ditate di sangue nella stanza di reclusione del co-pilota. Oppure anche Cheng Lee che sul Peak di Hong Kong non si accontenta di guardare il panorama, ma sale addirittura in piedi su un tavolo; oppure il suo risveglio incerto all'impercettibile suono delle pagine, scena da gelare il sangue; oppure gli impermeabili specularmente bianchi del finale; oppure il personaggio di Binbin che, nel fare qualcosa che è ancora ignoto agli spettatori, attraversa la strada e quasi viene investita, scena del tutto superflua e giustificabile solo come uno scherzo della regia onniscente a un personaggio cattivo! When the Clouds Roll By nel finale si stempera in qualche lungaggine (l'aggressione di Susu da parte del co-pilota), e ricicla allegramente le musichine di sottofondo da night club di Hong Kong Nocturne. Ma rimane un film estremamente accattivante e teso in un'inverosimiglianza di grande effetto che davvero pochi registi possono permettersi.

Hong Kong, 1968
Regia: Tao Qin
Soggetto / Sceneggiatura: Tao Qin
Cast: Cheng Lee, Yang Fan, Wong Chung Shun, Cheung Pooi San, Pan Yingzi

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