Why Wild Girls

Scritto da Matteo Di Giulio. Postato in FILM

Why Wild GirlsCoppie che si sfaldano e accenni di sesso, meglio se nella fascia d'età appena sopra i vent'anni, sono argomenti ricorrenti nel cinema cantonese di metà anni novanta. Senza cercare tra Cat. III di dubbio gusto, oltre a Modern Love e Twenty Something si segnala questo Why Wild Girls, più o meno la versione femminile di Tom, Dick and Hairy. Le tre ragazzacce sono amiche, coinquiline, tutte in cerca dell'uomo giusto. Jane, che ha appena chiuso un rapporto, passa il tempo pedinando un bel vicino e meditando come rubarlo, solo per gioco, all'antipatica fidanzata di lungo corso. Gigi, comparsa con aspirazioni da primadonna, flirta con chiunque possa garantirle una parte, si fa corteggiare da un ingenuo riccone e trascura uno dei pochi spasimanti sinceri, Hung. Questi si consola tra le braccia della terza donna del gruppo, Bobo, di professione doppiatrice di film hardcore, che a furia di fare da mediatrice si innamora dell'amico trascurato da Gigi.
Andy Chin, artigiano forse da rivalutare, riesce a vitalizzare tre attrici di non comprovato talento come Rachel (ai tempi ancora Loletta) Lee, Ellen Chan e Ivy Leung, facendo loro dono di tre personaggi vivi e intriganti. Per rendere interessanti gli ottanta e passa minuti del film non bastano facce carine e smorfie simpatiche (che comunque in prima istanza aiutano a entrare in sintonia con lo spirito goliardico); occorrono soprattutto dedizione e recitazione sincere. Anche perché la pellicola si basa solamente sul solido lavoro degli interpreti e su una sceneggiatura che alle (poche) parole contrappone azioni e conseguenze. Ad eccezione di un topless fugace, cortesia di Ellen Chan, non ci sono nudi o volgarità da soft-core, come locandina e pettegolezzi di contorno vorrebbero far credere. Meglio allora il titolo cinese - Wind Dust: Three Female Heroes - di quello inglese, fin troppo esplicito e fuorviante. Alla fine uno dei tre frammenti, quello che vede protagonista Jane, prende il sopravvento sugli altri, poco male: il finale poco frivolo, al contrario, sentimentale, fine, drammatico, nobilita qualche scivolone nella retorica e alcuni eccessi di leggerezza. Le donne che parlano di sesso qui evitano di perdersi troppo in discorsi e si danno da fare come meglio credono, ma poi dimostrano di avere buon cuore ma di non poter cambiare, neanche per amore, più di tanto.

Hong Kong, 1994
Regia: Andy Chin
Soggetto / Sceneggiatura: Joey Cheung
Cast: Rachel Lee, Ellen Chan, Ivy Leung, Ekin Cheng, Chan Kwok-bong

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla SEF URLs by Artio