Won't You Give Me a Kiss?

Scritto da Valentina Verrocchio. Postato in FILM

Won't You Give Me a Kiss?In una Hong Kong laboriosa e occidentalizzata c'è una coppia insoddisfatta che fa vita da night club (lei canta, lui prende una parte dei suoi guadagni) e c'è un gruppetto di ragazze impiegate in un grande magazzino. Un giorno il lui della coppia insoddisfatta entra in contatto con una delle commesse (la soccorre per strada mentre viene importunata da alcuni giovanotti appiccicosi), e da quel momento in poi tutto è teso ad un unico fine: avvicinare due vite tanto diverse ed eliminare la terza incomoda, che però è un osso duro e chiama i rinforzi (un gruppo di ragazzacce sboccate).
Won't You Give Me a Kiss? ha un inizio da commedia urbana a sfondo amaro, già dai titoli di testa (la rotolante caduta per le scale di un bidone dell'immondizia calciato da Lui Kei nervoso), ma man mano che la storia prende contorni più dettagliati e s'infittisce, i meccanismi si fanno dapprima plastici (le ripetute pose di Lui Kei innamorato al grande magazzino; il videoclip cantato da lui e Connie Chan e che mostra il loro idillio, tra passeggiate, partite a ping pong e corse...), poi surreal-comici (l'accapigliarsi delle ragazzacce con le commesse, nel grande magazzino, con Connie Chan che, sfilata per sbaglio la parrucca alla rivale, la usa come mantiglia da toreador!), fino a sfociare in toni decisamente drammatici (tutta l'ultima mezz'ora, dal tentativo di stupro al tentato omicidio in auto mentre Connie Chan e Lui Kei fuggono nella notte illuminati a intermittenza dai fari, fino al gesto della rivale di Connie Chan che si prostituisce per comprare a Lui Kei una gamba di legno!!!). Gloria al cinema cantonese allora, perché scavalca i generi con la massima leggiadrìa, ma anche e soprattutto perché sa osare di tutto senza cadere nel ridicolo o nella farsa, assottigliando la linea di confine tra gioco e lacrime e percorrendola abilissimamente, sempre in bilico. I film in lingua mandarina questo non lo sanno fare, sebbene magari abbiano una patina più cinematografica e al passo coi tempi (con set ricercati, costumi a iosa e movimenti di macchina talvolta audaci), là dove il cinema cantonese si affida invece alla messa in scena più improvvisata e per questo genuina, fatta di gesti, di situazioni, di movimenti e di personaggi dalla mente mobile, non monolitica. A proposito di movimenti, Lui Kei è fantastico: si muove come un piccolissimo eroe da cinema muto, spiccando salti aggraziati e agili tanto per prendere la mano di Connie Chan, quanto per schivare, piroettando con rimbalzo, leggero, lo schiaffo di un padre arrabbiato. Connie Chan qui è graziosa, come sempre, ma purtroppo il personaggio le chiede un'assenza di grinta che non le dona e anzi l'affloscia un po'. Splendida cattiva Ha Ping sempre più scomposta, disfatta, sguaiata, distrutta e squilibrata, con quella sua voce sfiatata e ardente. Dal punto di vista antropologico, tocca constatare quella che evidentemente era una consuetudine degli anni sessanta: ubriacare le ragazze per poi farle stuprare da vecchi ricconi unticci (accade qui, accade in A Glamorous Christmas Night, e anche in The Splendour of Youth, per esempio...). E certo questo non è un bel vedere, ma di nuovo salta all'occhio la differenza col cinema mandarino: In The Splendour of Youth gli eventi sono messi davanti allo spettatore con un gelo e un cinismo raccapriccianti, anche per lo spettatore odierno. In Won't You Give Me a Kiss? c'è sempre qualcosa che si può ancora fare per recuperare le cose: ci sono le passioni, ci sono le azioni malvagie, ma c'è anche il ragionamento (senza essere necessariamente accompagnato dal calcolo), c'è la comprensione dei propri errori e c'è un'evoluzione morale dei personaggi. I film in lingua mandarina sono deliberatamente cattivi, quelli in lingua cantonese hanno sempre un motivo (spesso didattico, ma non solo) per esserlo, se e quando lo sono.
Won't You Give Me a Kiss? è un film facile e scorrevole che s'inoltra con semplicità in realtà dure, senza però turbare né inorridire lo spettatore. E per questo è un buon film, un buon paciugo di emozioni.

Hong Kong, 1968
Regia: Wong Yiu
Soggetto / Sceneggiatura: Lui Kei
Cast: Connie Chan, Lui Kei, Ha Ping, Lydia Shum, Lai Man

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