"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Young and Dangerous 3

Young and Dangerous 3 Piccoli delinquenti crescono. Anche troppo, vista la rapidità dell'ascesa ai vertici delle triadi. I due protagonisti Chan Ho Nam e Chicken trovano sulla propria strada, in questo terzo episodio, due personaggi nuovi: uno, interpretato da Roy Chueng, importante come antagonista, l'altro, la figlia del prete (la cantante Karen Mok), diventerà la compagna di Chicken. Dopo che nel precedente film Andrew Lau e Manfred Wong hanno spostato l'azione a Taiwan, si torna a guardare in faccia un Chan Ho Nam sempre più rispettato, tanto da essere scelto per accompagnare il capo di tutta la famiglia a Amsterdam per un'importante transazione. La presenza di Crow, ambizioso e spietato rivale, complica i piani, ma apre anche la strada per la vendetta di due omicidi efferati.
Pur rigirata, la frittata resta la stessa: imbrogli, ricatti, onore e soldi. Nella circostanza la digeribilità è assicurata da alcuni particolari curati con grande stile. Anzitutto la scelta del muscoloso Roy Cheung come villain. Di riguardo anche le altre scelte del numeroso cast: la serie offre a chi vi partecipa un facile trampolino per il successo e nessuno vuole farsi sfuggire l'occasione, a costo di avere solo una piccola parte.
La svolta (melo)drammatica coniuga in un colpo solo la tradizione con la moderna concezione del crime movie da strada. I giovani ribelli scoprono di saper piangere e di dover cedere il passo alla tragedia quando il fato si presenta con il conto. La morte di Smartie, girata parodiando Tarantino - con Cheung che gigioneggia stile Michael Madsen -, è l'assoluto vertice che esaspera la situazione. Per una volta la vittima è estranea alla situazione, e comporta uno spiacevole senso di colpa: catarticamente il personaggio di Smartie subisce un colpo di spugna - l'amnesia - per fungere da capro espiatorio. Realizzazione tecnica adeguata: in alcuni momenti di Young and Dangerous 3 si torna a volare alto. E' il caso del confronto finale, dove convivono epica e violenza, una maestosa scena corale sotto la pioggia, tutta girata con macchina a mano, vorticosamente e senza pause.

Hong Kong, 1996
Regia: Andrew Lau
Soggetto / Sceneggiatura: Manfred Wong, Chau Ting
Cast: Ekin Cheng, Jordan Chan, Roy Cheung, Karen Mok, Gigi Lai

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