"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Il cinema del kung-fu

Opera meritoria quella di Riccardo Esposito, che in anni impensabili decideva di mettere per iscritto la sua passione per una cinematografia completamente ignorata, se non disprezzata, dichiarando il suo amore non solo nei confronti del cinema di kung-fu, ma anche di tutto il cinema orientale. Se l'obbiettivo principale del libro è infatti sviscerare il cinema gongfupian, in particolare quello del quinquennio 1970 / 1975, il risultato è comunque un affresco gradevole e dettagliato che unisce nozioni storiche, sviluppi tecnici e accenni a tutto un mondo, che travalica i confini della semplice monografia su un genere. Ampli tratti sono infatti dedicati anche alla genesi del wuxiapian, all'esame degli studios - dai famosi Shaw Brothers alla Golden Harvest di Raymond Chow, fino alle case meno conosciute come Cathay o Concord, per citarne solo alcune - e alla presentazione dei personaggi più significativi (andando oltre al solito Bruce Lee).
Il cinema del kung-fu rimane comunque un'opera fondamentale soprattutto per gli appassionati del genere, che troveranno esaminati la maggioranza dei film prodotti in quegli anni, sia quelli che arrivarono da noi (con tanto di improbabili traduzione dei titoli, a partire dal famoso Cinque dita di violenza / King Boxer) fino a quelli meno conosciuti - e spesso, tristemente, di qualità ben superiore. Forse l'esame critico non è dei più approfonditi (anche se molte tematiche vengono sviscerate molto più approfonditamente, vedi il molto spazio dedicato ad un autore imprescindibile come Chang Cheh), ma il libro rimane uno strumento indispensabile e nello specifico insuperato per orientarsi all'interno di una produzione tanto vasta.

Autore: Riccardo Esposito
Casa Editrice: Fanucci
Anno: 1989
Prezzo: L. 25.000
Pagine: 334
ISBN: 88-347-0120-8

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