"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

John Woo. La nuova leggenda del cinema d'azione

John Woo è sicuramente il regista hongkongese più famoso in occidente. Il più citato e il primo ad emergere dalle bocche dei cinefili negli anni passati quale rappresentante di un'intera cinematografia (in certi casi purtroppo per farne uno stereotipo di sole sangue e pistole). Il fatto che in Italia gli siano state dedicate tante monografie dimostra già l'indubbio interesse che lo accompagna. La cosa però non facilita l'opera critica, che al di là di facili entusiasmi potrebbe anzi essere messa in difficoltà dal suo essere assurto a regista di culto prima ancora che fosse fatta un'attenta analisi delle sue opere. Merito quindi di Nazzaro e Tagliacozzo (come di Bertolino e Ridola prima di loro) di aver cercato di mettere ordine nel magma di sensazioni che avvolge il suo cinema.
Si parte da un'analisi di tutti i suoi film - divisa in tre sottosezioni: le prime commedie e i film di kung fu, la maturità hongkongese, il passaggio negli Stati Uniti - per approdare ad un esame critico più approfondito. Questa sezione (non a caso intitolata Materiali) prova a sviscerarne in maniera volutamente non sistematica la poetica e le peculiarità, mettendo a nudo i temi e i topoi del suo cinema. Ricollocandolo quindi nel suo tempo e mettendolo in relazione con le figure chiave da cui ha tratto ispirazione o con cui è sembrato confrontarsi (dall'inevitabile Chang Cheh a Jaques Demy, passando per Jean-Pierre Melville e Sam Peckinpah), l'analisi cerca nuove strade interpretative in grado di mettere in luce non solo l'etica della messinscena di tradimenti, vendetta e redenzione, ma anche il lato prettamente romantico e antropocentrico del suo fare-cinema. Si scopre così un universo di personaggi femminini, in contrapposizione ad esempio agli eroi maschi di un Milius, che vivono in un perenne stato di contraddizione che può risolversi solo in un atto redentivo esemplare (e perciò atemporale) di eroismo. Un eroismo doloroso, tutto il dolore che un corpo riesce a sopportare.

Autore: Giona A. Nazzaro, Andrea Tagliacozzo
Casa Editrice: Castelvecchi
Anno: 2000
Prezzo: L. 18.000
Pagine: 203
ISBN: 88-8210-203-3

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