"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

John Woo: la violenza come redenzione

John Woo è l'unico regista hongkonghese che ha avuto l'onore di avere ben tre saggi, solo in Italia, interamente dedicati a lui. Non è una cosa da poco se pensiamo che la nostra critica non ha ancora avuto tempo e modo di sistematizzare l'opera di autori orientali anche più importanti, e certo ha aiutato la creascita di popolarità del regista, oramai assurto allo status di cult director, l'abile commercializzazione della sua immagine che è seguita al successo riscosso in tutto il mondo per l'ultimo Mission: Impossible II. Marco Bertolino e Ettore Ridola hanno comunque il grande merito di essere stati i primi a mettere su carta un'analisi compiuta sul lavoro del regista originario di Canton, precedendo con grande anticipo il quasi omonimo lavoro di Nazzaro e Tagliacozzo e il Castoro di Spanu.
Il saggio parte dalle origini, meno conosciute ai più, sotto l'egida di Chang Cheh, fino al debutto cinematografico nel segno del wuxiapian e della commedia. La parte centrale dell'opera è incentrata invece sulle opere più mature del regista, quei polizieschi grazie ai quali è stato coniato il termine heroic bloodshed e che sono, a giudizio degli autori, i veri capolavori della sua filmografia. In conclusione non vengono trascurati, anzi sono trattati più che ampiamente, gli ultimi episodi della carriera di Woo, che dopo l'approdo a Hollywood ha cercato di trovare una posizione comoda all'interno dello star system americano.
Il lavoro dei due critici piemontesi è diviso in diverse sezioni, che comprendono anche la biografia e un'analisi accurata di ogni film preso singolarmente. Il libro è molto piacevole da leggere, le proposte per un percorso interpretativo sono per lo più condivisibili, in alcuni casi coraggiose (nel rivalutare quella che unanimamente viene considerata la parentesi più debole della carriera del regista, la svolta negli Stati Uniti), anche se manca un approfondimento degli esordi (trattati frettolosamente, ma la difficioltà di reperire certe opere costituiva un problema non da poco). A notizie di prima mano vengono affiancate dichiarazioni del regista e spezzoni di interviste, ma ciò non esclude la totale originalità di affermazioni e ipotesi. L'apparato iconografico, piuttosto scarno, non pare all'altezza della situazione, con una serie di fotografie in bianco e nero su carta patinata.

Autore: Marco Bertolino, Ettore Ridola
Casa Editrice: Le Mani
Anno: 1998
Prezzo: L. 20.000
Pagine: 128
ISBN: 88-8012-098-0

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