"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Cheung Tat-ming

Cheung Tat-mingNato a Hong Kong, Cheung Tat-ming dimostra sin dall'adolescenza una grande predisposizione artistica, frequentando già ai tempi del college i palchi teatrali: inevitabile il passaggio dall'Hong Kong Academy of Performing Arts, dove si diploma con il massimo punteggio. Comincia un'intensa attività teatrale, che gli vale diversi riconoscimenti, sia come regista che come attore. L'Asian Arts Association finanzia uno stage di perfezionamento negli Stati Uniti, dove Cheung rimane due anni.
Al cinema arriva come sceneggiatore, firmando Even Mountains Meet di Lawrence Ah Mon, modesto tentativo di riportare in auge Deborah Lee, attrice molto popolare negli anni sessanta. All'attività di scrittore alterna quella di conduttore televisivo. Dal 1995 inizia a duettare con Dayo Wong e la coppia si consolida a tal punto da mietere successi anche a teatro: ai due si unisce un altro comico, Francis Ng. Il trio raccoglie consensi e guadagna pubblico. Il passaggio alla recitazione per il grande schermo è immediato.
Joe Ma lo vuole per The Golden Girls, ma non è questo il debutto ufficiale, visto che Cheung figura come comparsa in My Heart Is that Eternal Rose di Patrick Tam nel 1988 (è il figlio del capo gang, ucciso in apertura). In Forbidden City Cop incontra Stephen Chiau, ma è solo con Feel 100%... Once More - sempre di Joe Ma, che vorrà l'attore con sé diverse altre volte - che può lavorare sul serio. Il suo buffo personaggio colpisce agendo sui contrasti: lui, piccolo e goffo, si innamora della bella e alta Gigi Leung, con tanto di finale en travesti.
In breve Cheung si ritrova a rappresentare l'uomo medio, il brutto anatroccolo che ambisce al meglio ma che per sfortuna o per eccessiva timidezza non riesce mai a coronare il suo sogno (d'amore). Dotato di una grande intelligenza, sa scegliere bene registi e parti: è diretto da Lee Chi-ngai in Lost and Found, da Benny Chan nel poliziesco Big Bullet e da Cha Chuen Yee nel secondo Once Upon a Time in Triad Society, dove interpreta un poliziotto pasticcione ma non stupido, in crisi con la moglie.
La sua grande capacità di sdrammatizzare ogni situazione, con una battuta o con un'espressione, sa rendere grottesco ciò che fino a poco prima era drammatico. Non stona quindi nelle mani di Wai Ka-fai, che in Too Many Ways to Be No. 1 lo fa morire in una scena surreale. I ruoli d'azione gli stanno però stretti; la sua verve si esalta principalmente nella commedia. Torna al fianco dell'ex compare Dayo Wong in Love and Sex Among the Runis, dove è un immigrato cinese che confonde sesso, comunismo e filosofia. Necessario l'incontro con la follia schizofrenica di Eric Kot (He Comes from Planet K), attore simile a lui per portamento, alla cui ironia sembra poter tenere testa senza problemi.
A partire da una serie di horror a basso costo (il secondo e il quarto Troublesome Night, 03:00 A.M.) la sua carriera entra in fase di stallo e arriva la svolta negativa. L'attore stenta infatti a trovare la sua dimensione: protagonista in pellicole trascurabili come Life in Last House e Queenie & King the Lovers; poco più che comparsa in buoni prodotti quali Metada Fumaca e Visible Secret. Lampi di genio isolati: la sceneggiatura e la parte (rilevante) in Funny Business, accanto all'ex mattatore Michael Hui, ma il film non è il successo sperato; la vitalità di F***/Off, dove ritrova Dayo Wong e la comicità grottesca del loro avanspettacolo; il regista fallito dell'outsider stagionale You Shoot, I Shoot, exploit divertente e originalissimo.
La situazione non è cambiata, tanto che oggi il ruolo di Cheung Tat-ming nello star system risulta nettamente ridimensionato: di conseguenza sono aumentati i film ma sono diminuiti i minuti di esposizione. Come tanti colleghi l'attore è costretto a mettere da parte velleità artistiche e ambizioni e deve adattarsi al ruolo di caratterista, spesso intrappolato tra demenzialità e bêtise che non gli sono sempre consone.

Free Joomla templates by L.THEME