"You can leave Hong Kong, but it will never leave you."

Chingmy Yau

Chingmy YauPer i fan occidentali Chingmy Yau rimarrà sempre la spietata e sensuale assassina protagonista di Naked Killer (1992) di Clarence Ford, indubbiamente il prodotto che le ha dato maggiore visibilità, in patria e all'estero. Sull'onda di questo successo l'attrice viene lanciata in numerosi thriller e polizieschi in coppia con Simon Yam (Raped by an Angel, Legendary Couple), ma le uniche pellicole che non deludono del tutto sono quelle dirette da Andrew Lau.
Gli inizi della sua carriera dipendono molto dal suo rapporto sentimentale con Wong Jing. Dal 1988 fino alla seconda metà degli anni '90, quando la coppia si separa, quasi tutti i film interpretati da Chingmy vedono la presenza fissa del suo mecenate, nel ruolo di produttore o in quello di regista, a partire dagli esordi fino a pellicole più recenti come Young and Dangerous 2, dove è un'ambiziosa giapponese che cerca di sedurre ed incastrare il giovane Jordan Chan. Grazie al suo fascino magnetico e prepotentemente fisico Chingmy si ritaglia molto spazio in film discussi e discutibili, fino all'incoronazione, con il dittico Naked Killer / Raped by an Angel (quest'ultimo non è, se non sulla carta, il sequel del primo) di grande beniamina degli amanti del Cat. III. Senza però cedere alle lusinghe del softcore di bassa lega - con un'unica eccezione: il fengyue morboso Lover of the Last Empress - e concedendo solo quei pochi centimetri di pelle che bastano ad eccitare la fantasia prima ancora che lo sguardo.
Sul talento di Chingmy è difficile mettere la mano sul fuoco, però è certo che quando a guidarla è la mano forte di un regista di peso la sua recitazione ne trae giovamento. Stanley Kwan in Hod You Tight le cuce addosso uno splendido doppio personaggio femminile; Joe Ma in Feel 100%... Once More ne sfrutta la bellezza per tentare di distruggere la coppia Ekin Cheng / Sammi Cheng; Andrew Lau ne esalta la grazia da femme fatale (sovrannaturale) nel mélo-noir Ghost Lantern. Lo stesso Wong Jing le offre più volte la possibilità di dimostrare di saper fare il proprio dovere: la donna vessata dei due Casino Tycoon, l'eroina tutto pepe di Return to a Better Tomorrow, la sorella dispettosa e scatenata di Future Cops ne dimostrano le capacità.
Ma a questi buoni risultati si alternano prodotti confezionati in tutta fretta e senza troppe pretese, come Street Angels di Billy Tang, al fianco dell'emergente Shu Qi, mediocre variante al femminile del genere goo wak jai. Adoperata a lungo come semplice tappezzeria, di spalla ad attori molto più famosi - Jackie Chan in City Hunter, Chow Yun Fat in God of Gamblers' Return, Andy Lau nell'agiografico Lee Rock, Stephen Chiau in Tricky Brains e nel dittico Royal Tramp, dove dimostra grande ironia -, solo sul finire della carriera l'attrice riesce ad ottenere ruoli più interessanti e meno stereotipati.
Una filmografia, quella della Yau, che è indiscutibilmente a fasi alterne, probabilmente troppo legata alle grandi fortune e alle pericolose oscillazioni di Wong Jing. Attrice limitata, non adatta a ruoli da protagonista assoluta - il noioso Satan Returns, l'ingenuo e prevedibile Blind Romance, il provocatorio 1941 Hong Kong on Fire -, se non si fosse ritirata appena dopo i trent'anni (per sposarsi con un industriale taiwanese), avrebbe potuto confermare variegando maggiormente la propria filmografia - tutto sommato limitata a prodotti exploitation e a commedie ultra-popolari - di possedere simpatia, spirito caustico e versatilità da comprimaria di classe.

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